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Rossi al governo: «Bonifiche, dateci soldi per Livorno»

Sam.Bar.

Il presidente della Regione scrive al premier e ai ministri di ambiente e salute: «Nonostante le sollecitazioni, finora niente finanziamenti»

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LIVORNO. Il governatore Enrico Rossi rivolge al governo nazionale un appello perché ponga attenzione ai “sin” (i siti da bonificare) presenti in Toscana, «soprattutto quello di Livorno che ad oggi, nonostante le sollecitazioni, non ha ancora ricevuto finanziamenti». A tal riguardo ha annunciato una lettera al premier Giuseppe Conte, oltre che ai ministri dell’ambiente e della sanità. Obiettivo: rendere centrale la bonifica dei siti inquinati e chiedere che «arrivino tutte le risorse necessarie per procedere con gli iter di risanamento». Aghgiungendo poi: «Speriamo che il governo ce le possa dare presto e aggiungo che siamo anche disponibili a finanziare noi la progettazione della bonifica di Livorno pur di partire in tempi ragionevoli».

L’annuncio è arrivato a margine di una iniziativa in cui è stato segnalato che «Invitalia ha messo in appalto i lavori per risistemare la falda e mette a disposizione 35 milioni». Ma, per indicare che la questione dei “sin” non riguarda solo Piombino, alla firma a Firenze a Palazzo Strozzi Sacrati, sede della giunta regionale, erano presenti i rappresentanti di Livorno, Collesalvetti, Orbetello, Massa e Carrara. «Però dei quattro Sin quello di Piombino ha la procedura per la bonifica più avanzata, le risorse ammontano a 47 milioni di cui 35 in appalto», tiene a sottolineare Rossi.

Intanto Rossi ha istituito sul caso bonifiche un comitato di lavoro. Ne fanno parte oltre alla Regione Toscana, i Comuni di Livorno, Collesavetti, Piombino, Orbetello, Massa e Carrara, oltre alle Asl, all’Agenzia regionale di Sanità, all’Ispro (Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica), l’Istituto di fisiologia clinica del Cnr di Pisa (Ifc), Arpat e Irpet.

Il comitato dovrà monitorare lo stato di avanzamento dei progetti di bonifica nei quattro “Sin”, spingere sugli appalti da mettere in campo e approfondire l’aspetto sanitario legato alla popolazione di queste aree. E' il quinto rapporto dello studio “Sentieri”', pubblicato la scorsa primavera da Epidemiologia e Prevenzione, rivista dell'Associazione italiana di epidemiologia, a finire sotto attenzione.

«“Sentieri” è stato un primo segnale importante, ma ha i dati fermi al 2013 e non tiene conto della situazione socio economica dei territori. Dobbiamo approfondire e indagare quale sia la relazione tra le contaminazioni e lo stato di salute, ma anche su quanto incidano stili di vita e povertà sulle eccedenze delle malattie», dice Rossi.

Il comitato, grazie a un’intesa tra tutti i soggetti coinvolti, dovrà dare pertanto un supporto scientifico e fornire gli approfondimenti dei dati epidemiologici. Ma l’assessore pionbinese Bezzini mette in discussione quanto detto da Rossi: “I 35 milioni di euro per la bonifica della falda sono troppo pochi e non bastano. Ci vogliono molti più soldi per risolvere il problema. Inoltre non va bene bonificare prima la falda e poi i cumuli di rifiuti. Semmai bisogna fare il contrario visto che il percolato scende giù nella falda». Però il clima tra il presidente della Regione targato Pd e l'assessora della giunta di centrodestra è dialogante.

Dopo la firma dell'accordo Bezzini fa un paio di richieste a Rossi. «Gli ho chiesto di ridare al Comune titolarità e risorse per la bonifica delle due discariche di rifiuti solidi urbani di Poggio ai Venti. Ora abbiamo un progetto e tempi di bonifica certi», racconta al Tirreno.

E' una storia infinita quella di Poggio ai Venti. Tra Comune, Asiu e Autorità portuale nessuno è mai riuscito a far decollare la bonifica delle discariche. In ballo ci sono 9 milioni di euro. E Rossi è chiamato in causa perché svolge la funzione di commissario straordinario. —

Sam.Bar.

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di Redazione web