Il Tirreno

Livorno

Meno smog dal porto: firmano l'accordo Comune, Capitaneria e armatori

Flavio Lombardi
Meno smog dal porto: firmano l'accordo Comune, Capitaneria e armatori

Azioni aggiuntive delle compagnie di navigazione per rafforzare l’effetto positivo della drastica riduzione dello zolfo nei combustibili. «Livorno fa da apripista»

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LIVORNO. Si chiama "Blue Agreement" ed è più semplicemente un accordo volontario stipulato fra il Comune, la Capitaneria e le principali compagnie dei traffici ro-ro e passeggeri (Tirrenia-Cin, Forship, Grimaldi, Moby e Toremar). Obiettivo: mitigare lo smog del traffico marittimo. L’hanno firmato il direttore marittimo, ammiraglio Giuspeppe Tarzia, le assessore Barbara Bonciani (delega a porto-città, coordinatrice del Nodo Avanzato di Livorno) e Giovanna Cepparello (ambiente) insieme ai rappresentanti di Cin e Moby (Giuseppe Vicidomini), Forship (Giuseppe Parenti), Grimaldi (Dario Bocchetti) e Toremar (Matteo Savelli).I ringraziamenti del sindaco Luca Salvetti hanno aperto la conferenza stampa in Comune: «I temi forti li affrontiamo mettendo al primo posto la salute del cittadino. Sull’inquinamento derivante dal porto abbiamo incrociato la sensibilità delle compagnie: questa firma porta Livorno fra le prime 5 realtà italiane che guardano a un futuro più verde senza osteggiare le attività degli operatori. Un titolo? Il modello che guarderanno tutti».

Dal primo gennaio è entrata in vigore su scala mondiale la normativa che abbassa dal 3,5% allo 0,5% la percentuale di zolfo nei combustibili navali. A Livorno si fa di più. Non solo meno zolfo e gran controllo di emissioni Co2, ma le compagnie firmatarie si impegnano con il protocollo ad attuare azioni aggiuntive: ottimizzazione dei motori principali ed ausiliari delle navi, la manutenzione più minuziosa degli impianti. Attenti a ciò che il futuro può proporre attraverso l’utilizzo dell’energia elettrica e l’alimentazione a gas.l’impatto del porto«C’è da migliorare la presenza del porto all’interno di Livorno, - dice Bonciani - mettendo insieme le istituzioni portuali, i privati e i centri di ricerca su tematiche quali la competitività del porto ma anche il miglioramento della sostenibilità ambientale. Un plauso anche ai gruppi armatoriali, inizio di un percorso che è solo il primo passo che troverà naturalmente coinvolti Authority, Olt, Ri.Na, Labromare e tutti i soggetti che vantano un interesse sulla questione. Non è un protocollo chiuso, ma aperto». Cepparello aggiunge: «Abbiamo bisogno delle navi e si chiarisca che il traffico navale è compatibile con salute ed ambiente seguendo certi accorgimenti».

Il sì delle compagnie Tarzia è pragmatico: «Se siamo riusciti a riempire di contenuti un accordo tra amministrazione e compagnie, è perché queste ultime hanno aderito con spontaneità. Una migliore qualità dell’ambiente parte dalla diminuzione dello zolfo nei carburanti, in un periodo di "transizione energetica". Anche gli armatori fanno la loro parte: con filtri che abbattono le emissioni ("scrubber"), è un adeguamento non di poco impatto economico. Ci sono iniziative ancora in embrione, come batterie e pannelli solari a bordo, consentendo per le soste in porto fino ad otto ore di permanenza che l’energia accumulata sostituisca l’uso dei generatori. Questo tipo di navi non tarderà ad arrivare anche a Livorno».

A ciò si aggiunga - dice l’ammiraglio - l’introduzione del gas come combustibile, sottolineando che l’intesa è aperta ad altre parti che possono entrare in causa.Bocchetti è entusiasta: «Si è giunti in tempi celeri a questa firma. Da altre parti se ne parla da anni e non si è ancora arrivati a trovare la quadra. La compagnia Grimaldi sta installando le super marmitte cataliche sui motori per abbattere a valle i gas con ulteriori benefici, abbattendo il particolato fino al 90% arrivando ad un abbattimento di zolfo fino allo 0,1%». Quanto ai traghetti, insiste su «sistemi di batterie che funzionino all’interno del porto». Parenti ribadisce per Forship che «ci stiamo spingendo tutti quanti oltre le normative. Prossimi passi, anche per noi, i combustibili alternativi. Dall’elettricità, al gas. In Francia, già stanno attrezzandosi per l’energia a banchina».

Savelli, conferma quel che i propri omologhi hanno detto: «Il risparmio energetico ormai fa parte delle strategie delle compagnie. Come Toremar e le nuove navi in costruzione si parla di gas e scrubber. Ma si deve stare molto attenti: c’è da guardare l’infrastruttura portuale che rispetto a quel che si può fare noi è indietro di 100 anni». Chiude Vicidomini per Moby e Cin: «Guardiamo ad una motorizzazione al momento ibrida, attenti a sviluppare però solo la filosofia del gas. L’accordo serve a far conoscere l’attenzione di tutti i gruppi armatoriali nei confronti della salute della gente».

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