Gioco
Bobo Rondelli al Festival di Sanremo: duetterà con Irene Grandi
L'artista livornese sul palco dell'Ariston la serata del 6 febbraio: canterà “La musica è finita” brano che Ornella Vanoni portò a Sanremo nel 1967 con Mario Guarnera
LIVORNO. Bobo Rondelli al Festival di Sanremo. Non come concorrente, ma giovedì 6 febbraio salirà sul palco dell’Ariston per duettare con Irene Grandi. Insieme canteranno “La musica è finita”, brano che Ornella Vanoni portò a Sanremo nel 1967 con Mario Guarnera. Quella serata, la terza dell’edizione 2020 del Festival della canzone italiana, sarà dedicata ai 70 anni della kermesse e vedrà ognuno dei 24 big in gara esibirsi insieme a ospiti italiani o stranieri. Le loro interpretazioni saranno votate dai musicisti e dai coristi dell’Orchestra. «Sono felice, Irene Grandi è ganza, un’artista pop rock, e la canzone è bella».
“La musica è finita” è un pezzo scritto da Franco Califano con Umberto Bindi e Nicola Salerno. «Potrebbe essere un pezzo di Piero Ciampi – commenta Bobo – ma meno drammatico. È la storia di un “vaporino”, per dirla alla livornese». Sì perché la canzone parla di un’attesa vana, questo l’incipit: “Ecco/La musica è finita/Gli amici se ne vanno/Che inutile serata amore mio/Ho aspettato tanto per vederti/ Ma non è servito a niente”. Ornella Vanoni si piazzo al quarto posto nel’67, anno in cui vinse “Non pensare a me”, pezzo cantato da Claudio Villa e Iva Zanicchi. Quella edizione passò alla storia per aver fatto da sfondo al suicidio di Luigi Tenco. Anche Ornella Vanoni sarà ospite quest’anno, duetterà con l’esordiente Alberto Urso e avrà modo di seguire dal vivo l’esibizione di Bobo e Irene.
L’artista fiorentina partecipa tra i big con la canzone “Finalmente io” e peraltro suonerà al The Cage di Livorno il 14 marzo. Come è nato l’incontro con Bobo? «Ci conoscemmo anni fa grazie a Stefano Bollani – risponde Rondelli –, ma non abbiamo mai lavorato assieme. La ringrazio per avermi chiamato, Sanremo è una vetrina. In passato ho cercato di partecipare per rendere orgogliosa mia madre. Stavolta andrò per l’orgoglio dei miei figli»
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