Il Tirreno

Livorno

«Minacce e insulti sessisti alla consigliera Pd», Lucetti fa querela per il post di Perini

Andrea Rocchi
«Minacce e insulti sessisti alla consigliera Pd», Lucetti fa querela per il post di Perini

La polemica per i commenti ad un video Il consigliere leghista: «Rimossi i più forti»  

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LIVORNO. Stavolta questa storia potrebbe finire in tribunale. Perché Cristina Lucetti, consigliere comunale del Pd, annuncia che sporgerà querela. «Questo non è confronto politico», dice, mentre incassa la solidarietà del sindaco e della giunta contro “una volgare e pericolosa violenza sessista” e il sostegno del suo partito che parla di “ripugnante e squallido attacco, di una violenza verbale inaudita”. Nel mirino c’è un post del consigliere leghista Alessandro Perini che stavolta punta il dito contro il Pd, e in particolare contro la consigliera Lucetti, per un intervento che a suo dire non c’entra nulla con la discussione avviata in aula sulle azioni di sensibilizzazione contro la droga.

Il post, pubblicato sabato da Perini, si intitola: “La droga fa male”. E subito sotto, il consigliere scrive: «Parlavamo di politiche di sensibilizzazione contro le droghe. Ma nel Pd, annebbiato dall'argomento, cominciano a parlare dei "brutti episodi" contro la Lega che "fomenta l'odio". #fuoritema». Nel post si riporta un video di una parte dell’intervento nell’ultima seduta del consiglio di Cristina Lucetti in cui la stessa prende le distanze da certi linguaggi ed accusa la destra di fomentare l’odio. Fin qui, a parte la durezza della scontro, tutto a posto. Ma ecco che sotto il post piovono commenti pesanti e violenti contro la consigliera del Pd: “Un giorno vengo come spettatore poi te la chiudo io la bocca", “Dammi retta fatti.... di più e rilassati", "Che cazzo dici befana", e così via. Perini, interpellato, dice di aver rimosso i commenti più violenti. Ma difende il suo post: «Basta accusare la Lega di seminare odio. Stavamo parlando di azioni di sensibilizzazione contro la droga, l’intervento della Lucetti è invece un’accusa contro di noi».

Ma Lucetti non ci sta, e replica: «Quella parte di video pubblicato è fuori dal contesto. Non stavo rispondendo sulla droga. Replicavo piuttosto al linguaggio usato pochi minuti prima dal centrodestra che ci ha appellato come “trogloditi”, invitando “a far pace con il nostro cervello”, additandoci come “antifascisti della domenica”. A questo mi riferivo nel video». E nel merito dell’argomento dice: «Chi mi conosce sa quali sono le azioni che svolgo quotidianamente come insegnante e nel sociale. Per questo sono ferita dalla violenza di queste parole». E se Lucetti presenterà querela, il Pd chiede le dimissioni di Perini perché “il suo modo di interpretare la politica non è compatibile con la carica istituzionale di consigliere comunale”.

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di Redazione web