Il Tirreno

Livorno

Trova vecchi libri rubati lasciati a un cassonetto e li riporta in biblioteca

la storia con un pizzico di giallo  

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LIVORNO. Probabilmente erano stati rubati 70 anni fa da una biblioteca della Valdelsa, ora sono “riapparsi” abbandonati vicino a un cassonetto a Livorno. In buona parte di essi (in bella evidenza) figurava il timbro della “Biblioteca Comunale di Castelfiorentino”. Un timbro che certificava, senza ombra di dubbio, il legittimo proprietario al quale erano stati inspiegabilmente sottratti, appunto, forse addirittura durante il periodo dell’ultima guerra.

Giovanni Bitossi, vicepresidente dell’Associazione combattenti e reduci di Livorno, ha notato questa cassa piena di volumi, e non ha avuto esitazioni: ha scritto al sindaco di Castelfiorentino, Alessio Falorni, e ha provveduto a restituire i volumi recuperati alla Biblioteca “Vallesiana”, andando così a colmare un vuoto che si era venuto a creare nella collezione.

«Alcuni mesi fa – spiega Bitossi – passeggiando, ho rinvenuto una cassa di libri vicino ad un cassone della nettezza. Ho potuto vederli perché qualcuno, precedentemente, vi aveva rovistato e li aveva sparsi. Erano libri “datati”, malmessi, molti da rilegare, ma avevano il timbro della biblioteca comunale di Castelfiorentino». «Ho associato quell’abbandono a un trafugamento nel periodo bellico o post-bellico», aggiunge.

I libri sono trentacinque e spaziano dalla storia alla narrativa, dai poeti latini alla scienza, dagli autori italiani a quelli stranieri. Ci sono anche i volumi di alcuni noti storici locali, come Olinto Pogni e il canonico Michele Cioni, come pure un volume che reca impresso il timbro della “Biblioteca del Circolo Operaio di Castelfiorentino”.

Bitossi ha incontrato il sindaco Falorni e il vicesindaco Claudia Centi in occasione del 130° anniversario della bibliotec a “ Vallesiana”, restituendo in tale occasione i libri recuperati. «Quello del cavaliere Bitossi è stato davvero un gesto nobile – ha sottolineato il sindaco, Alessio Falorni – che dimostra non solo la sua sensibilità per il valore intrinseco di un libro, che non si dovrebbe mai buttare via, ma anche il rispetto nei confronti della nostra comunità, alla quale questi libri erano stati sottratti molto tempo fa. Una restituzione che va a colmare un piccolo vuoto, e che ci riconsegna piccoli tasselli di una memoria perduta, come ad esempio un volume della dotazione libraria del Circolo Operaio di Castelfiorentino, o tante piccole storie del nostro territorio che sono divenute con il passare del tempo una componente importante della nostra identità». —



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di Redazione web