Gioco
Non si deve abbattere le strutture ma portare gente in questo luogo
Buongiorno Livorno punta il dito sulla mancanza di una visione e lancia una provocazione: meglio allora costruirci palazzi
l’intervento
Stefano romboli*
Piazza Garibaldi è pericolosa! Dopo aver tentato di migliorare la vivibilità e la socialità con vari esperimenti e scorciatoie che, di fatto, non hanno impedito che questo luogo rimanesse per lo più uno spazio spento e insicuro, ecco la decisione della giunta del sindaco Luca Salvetti: si demoliscono otto baracchine per ridurre il problema dello spaccio della droga.
Questa sembra la motivazione dietro una scelta che, oltre a consolidare la prassi di nascondere lo sporco sotto il tappeto, manifesta ancora una volta la mancanza di una visione e di una programmazione organica e coerente.
Mentre da una parte ci si dichiara favorevoli alla possibilità di dare nuovamente ospitalità al Mercatino Americano in piazza XX Settembre, dall'altra si libera piazza Garibaldi dalle baracchine già esistenti e che sono ormai da anni chiuse, per vari motivi fra i quali anche i bandi scellerati e spesso non accessibili a potenziali commercianti che fossero stati interessati.
Si preferisce abbattere le strutture anzichè investire nelle soluzioni per favorirne l'apertura e la presenza delle persone nella piazza, motivo principale per cui uno spazio come quello è nato e deve continuare a esistere.
Non si investe nella sicurezza vera degli abitanti che passa soprattutto dal presidio fisico e continuativo degli stessi.
La vicenda acquisisce toni ancora più surreali visto che le decisioni sembrano essere fortemente condizionate da comitati di abitanti che, di fatto, non hanno riconoscimento istituzionale e formale e che rappresentano bisogni e interessi parziali, in mancanza di spazi e istituti partecipativi degni di tale nome e che a Livorno mancano dal 2014, con la chiusura delle ex circoscrizioni non più e non ancora sostituite da organismi di decentramento in grado di accompagnare percorsi e scelte in modo più condiviso e ampio.
Siamo fortemente preoccupati per l'egemonia culturale che la cosiddetta sicurezza urbana – sempre più esclusivamente associata a motivi di ordine pubblico e di decoro – sembra esercitare sulla visione delle città e pure su quella di Livorno.
Crediamo che a poco o niente serva una scelta del genere per il problema – reale e che deve essere trattato adeguatamente – legato alla diffusione e al commercio delle droghe in città e alla microcriminalità.
E che le possibilità di continuare a vedere piazze deserte e abbandonate in città siano in aumento.
A questo punto forse avrebbe più senso eliminare i problemi alla radice: chiudere le piazze e costruirci nuovi palazzi dove fare altre nuove speculazioni edilizie. —
*membro gruppo sociale
Buongiorno Livorno
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