Il Tirreno

Livorno

Rubano dentro la chiesa di Corea e ci rimangono a dormire

Stefano Taglione
Una stanza a soqquadro nella parrocchia
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Una stanza a soqquadro nella parrocchia

Livorno, doppio colpo a distanza di pochi giorni alla parrocchia Nostra Signora di Fatima Spariti cembali e tamburi. Il prete: «Danni alla comunità dei neocatecumenali»  

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LIVORNO. Giovedì sono entrati nella chiesetta della comunità dei neocatecumenali, accanto all’edificio principale del culto della Corea, rubando tamburi, cembali e due sottoceri. Arrecando diverse centinaia di euro di danni. Poi, approfittando della porta lasciata aperta, qualcuno – i fedeli sono convinti che siano stati gli stessi ladri – è rimasto a dormire per ripararsi dal freddo.

Ma non è finita qui: anche nella notte fra venerdì 17 e sabato 18, stavolta senza riuscirci, i malviventi hanno forzato l’ingresso della chiesa accanto, quella di Nostra signora di Fatima, per fortuna solo danneggiandolo. In modo serio, visto che con ogni probabilità ci vorranno un po’ di soldi per ripararlo, onde evitare che ripartano le scorribande legate alla microcriminalità.

Non c’è pace per i fedeli della parrocchia del quartiere di Corea, in via Fratelli Cervi, alla periferia della città. In poche ore il bilancio è pesante per i conti della piccola parrocchia livornese: porta da rimettere in sesto e suppellettili da ricomprare nei locali della comunità dei neocatecumenali, che utilizzano una chiesetta accanto a quella principale.

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«Il portone è totalmente da riparare – conferma il viceparroco, don Matteo Fassano, raggiunto al telefono dal Tirreno – ma fortunatamente ha retto, evitando ai malviventi di penetrare in canonica e nei vari locali parrocchiali. L’ipotesi è che i due colpi possano essere stati compiuti dalle stesse persone, però non ne abbiamo certezza. Lo sospettiamo: non sarebbero giovani, ma persone di una certa età».

A notare i ladri all’opera, nella notte fra venerdì e ieri, è stato direttamente il viceparroco, che ha chiamato il 113 informando l’operatore della centrale operativa di viale Boccaccio del tentativo di furto in corso. Sul posto, in pochi minuti, è arrivato un equipaggio della Squadra volante dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della polizia di Stato, guidato dal commissario capo Claudio Cappelli, che ha effettuato un sopralluogo all’interno della chiesa, verificando la situazione.

Da lì emerso anche il furto precedente, all’interno dei locali della comunità dei neocatecumenali, risalente a due giorni prima. Anzi: a due notti prima, visto che i fedeli se ne sono accorti all’indomani, la mattina, ma era avvenuto quantomeno durante le ore notturne. «Credo che l’obiettivo dei ladri fosse trovare un luogo caldo dove dormire – racconta il loro responsabile, Emanuele Barsotti – poi forse, già che c’erano, hanno rubato queste suppellettili, magari per poterle rivendere anche in cambio di un pezzo di pane. Non credo ci sia un mercato, anche perché il valore non è certo alto. Noi non ci sentiamo presi di mira, certamente la zona resta problematica. Lo sapevamo già, comunque. Ci hanno arrecato qualche centinaio di euro di danni». All’ingresso principale, fra l’altro, non c’era alcun segno di forzatura. Probabilmente, dentro la chiesetta, i malviventi sono passati dal retro. Senza arrecare grossi danni al portone che in questo caso è stato già riparato.

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