Gioco
Aumentano i casi di influenza pronto soccorso sotto pressione
Tra lunedì e mercoledì in via Gramsci si sono presentate 71 persone in più Asl pronta al piano di emergenza, per ora però i posti al 2° padiglione ci sono
LIVORNO. L’influenza comincia a diffondersi e gli accessi al pronto soccorso stanno aumentando. Mercoledì scorso sono stati 191, lunedì addirittura 211, rispetto ad una media annuale di 170 pazienti.
Tra lunedì e mercoledì si sono presentate al triage di via Gramsci 70 persone in più del solito. Significa che il picco influenzale è arrivato? No, ma ci stiamo avvicinando.
Per adesso tuttavia l’ospedale tiene. Con fatica, ma tiene. Soltanto in due giorni - lunedì e martedì - ci sono state situazioni diffuse di pazienti che hanno dovuto attendere su una barella del pronto soccorso oltre le 16 ore (parametro regionale per far scattare l’emergenza). Colpa della mancanza dei posti letto nel reparto di Medicina (sono 113 e quasi sempre pieni tutto l’anno).
«Un certo aumento della necessità di ricovero si è notato ma sicuramente non abbiamo raggiunto il picco», spiega il direttore dell’ospedale Luca Carneglia. «Ci soni stati giorni tranquilli e giornate più intense, per ora l’andamento è ondulante e non prevedibile».
Carneglia, insieme al primario di Medicina Alberto Camaiti e a quello del pronto soccorso Alessio Bertini quotidianamente fa il punto della situazione: «Monitoriamo il quadro tre volte al giorno, mattina, pomeriggio e sera - sottolinea -. In questi giorni stiamo utilizzando qualche letto della Chirurgia al 6° padiglione, ma se la richiesta da pronto soccorso rimarrà come nel primo pomeriggio di oggi (venerdì 17 gennaio, ndr), domani (cioè oggi, ndr) potrebbero essere anche riassorbiti al 2°».
Sulle lunghe attese al pronto soccorso, Carneglia ci tiene a spiegare la versione dell’ospedale: «Quando il 2° padiglione è al completo si valuta se è possibile sistemare i pazienti anche in setting diversi, sempre ovviamente curati dai medici internisti. Questa decisione viene presa col consulto tra il medico del pronto soccorso e quello della Medicina. Ma prima il paziente viene studiato e ci vuole il suo tempo, poi si valutano le necessità assistenziali: insomma non è sufficiente avere un letto libero "qualsiasi purché sia un letto". In questo senso bisogna sottolineare che i pazienti quando sono al pronto soccorso hanno già iniziato il loro percorso di cura. Sono stati fatti gli esami che occorrono, hanno tutte le consulenze specialistiche che il medico di pronto soccorso decide, fanno tutti gli ulteriori esami che eventualmente prescrive lo specialista. Indubbiamente ci può essere un disagio, ma la cura del paziente è un fatto certo. Se le necessità di ricovero aumenteranno, faremo scattare il piano di sovraffolamento (che prevede l’utilizzo di letti del 6° padiglione per i degenti di Medicina). —
Giulio Corsi
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