Gioco
Addio a Umberto Del Signore, memoria storica del ciclismo
Conosciutissimo tra gli appassionati del settore, è deceduto venerdì 17 gennaio i funerali si terranno domenica alle 16 nella chiesa di Guasticce
GUASTCCE. Addio a Umberto Del Signore, 86 anni, memoria storica del ciclismo. La morte nel pomeriggio di venerdì 17 gennaio, nella sua Guasticce. Lascia l’adorata moglie Graziella, i figli Lorella e Luca e due nipoti. Nella chiesa paesana, domenicai pomeriggio alle 16, verrà celebrata la funzione funebre. Le ceneri poi saranno cremate. Non occorre scomodare la retorica per dire che Umberto era un uomo buono e generoso. Una generosità, la sua, spontanea e contagiosa. Famiglia, lavoro e una passione fuori del comune per il ciclismo sono stati i fari della sua esistenza.
Per quasi quarant’anni aveva lavorato presso l’Anic, poi Stanic e successivamente raffineria Eni di Stagno. Un lavoro svolto con amore seguendo le orme del padre e poi seguito dal figlio Luca, attuale dipendente dell’Eni. Per coloro che conoscevano bene Umberto, oltre che una persona da amare e rispettare era l’enciclopedia vivente del ciclismo. Se gli chiedevi notizie di un campione e anche un outsider, delle nostre parti e non solo, che aveva gareggiato negli ultimi sessanta, settant’anni, era difficile, per non dire quasi impossibile, coglierlo in castagna. Qualcosa riusciva a dirti sempre. E ogni volta con cognizione di causa e senza arrampicarsi sugli specchi.
La spiegazione la dette in una lunga intervista di qualche anno fa: “Il ciclismo è sempre stata la mia passione. Fin da ragazzino pur non avendo mai gareggiato. Nella mia vita ho seguito migliaia di corse. Sempre con entusiasmo sia che fossero di bambini o super professionisti. In questa mia grande passione ho cercato di coinvolgere anche mia moglie. Spesso riuscendoci. Ogni settimana ho fatto un cerchietto rosso su due o tre corse e, compatibilmente con gli impegni , ho fatto di tutto per non perdermele».
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