Toscana
«A Nugola non c’è linea» viaggio nel paese isolato
Da mesi i residenti hanno problemi con la rete Tim, ora è nato un comitato «Scuole e Poste ko. Impossibile pagare col bancomat e chiamare i soccorsi»
Hanno iniziato la riunione che erano una decina, hanno finito che erano quasi il doppio. In una mattina di un normale giorno di lavoro. Quando non era certo possibile radunare tutti gli oltre 500 firmatari della protesta per l’isolamento che la frazione di Nugola sconta per la rete fissa, i cellulari, ma anche per navigare sul web.
Un disagio che interessa una comunità di 1200 persone (ma se si allarga il raggio di poco, si raggiunge facilmente quota 3 mila) iniziato da tempo, ma che si è intensificato negli ultimi tre mesi, complice il maltempo. E così è salita la protesta, anche perché la situazione comincia a farsi insopportabile per molti aspetti di vita quotidiana.
Scuole che restano isolate, servizio postale che non funziona. Diventa un problema anche cercare di fare una ricarica per il telefonino dal tabaccaio, oppure un pagamento con il bancomat. Per non parlare del fatto che anche chiamare l’ambulanza può significare doversi allontanare dalla propria abitazione raggiungendo un punto che abbia campo. La protesta, che ha avuto larga eco anche attraverso i social, anche grazie a Dario Moccia che ha tanti followers, non poteva essere certo ignorata.
Tutta colpa (si dice) di una centralina Telecom vetusta, diventata ormai rifugio per ratti che hanno mangiato i fili, ma anche una fibra ottica che è a pochi metri e non è mai stata allacciata.
L’assessore alle Colline del comune di Collesalvetti, Dario Fattorini, accompagnato dai consiglieri Pd Isabella Buttino e Gabriele Cantù, spera che qualcosa si muova entro fine mese. «Inconcepibile che la scuola e la posta restano isolate, che le attività commerciali siano svantaggiate, che sia un problema chiamare il soccorso. Ho incontrato a inizio dicembre l’assessore regionale Bugli che ha riunito i 50 comuni di tutta la Toscana che hanno problemi analoghi, facendosi portavoce e incontrando una prima volta le compagnie telefoniche. Entro fine mese ci sarà un secondo round perché proprio la Regione ha interesse a risolvere il problema. Investimenti piccoli per risolvere alla collettività problemi grandi».
Benedetto Tuci, presidente del movimento consumatori della Toscana, accorre in soccorso. «Bisogna difendere i cittadini rispetto a un disservizio che dovrebbe essere dovuto. Una società deve garantire il servizio nella frazione. C’è una violazione per mancanza della rete e anche riguardo al danneggiamento che si arreca alle attività commerciali della zona. Ora partirà un esposto all’autorità garante per le telecomunicazioni per sensibilizzarla. E se necessario, ricorrere al tribunale per ripristinare le condizioni di legalità».
Renzo Mancini che risiede in via degli Ontani, attacca. «È una continua odissea. Ho una pila di lettere inviate a Telecom per il rimborso, sempre ottenuto. Ed anche ora ne attendo uno da 70 euro. Sono persino andato dal maresciallo dei carabinieri. A casa, siamo disperati. Ci sono i topi che mangiano i fili? Ho fatto impianti elettrici per una vita, esistono quadri oggi a prova di tutto. Non prendiamoci in giro. Che Telecom si adegui ai tempi».
Simone Tirabassi, che fa parte anche di Cittadini in Comune, è amministratore di condomini. «Il telefono non funziona, non si può lavorare. Serve un servizio dignitoso per restare collegati col resto del mondo». —
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