Gioco
Migliaia di pensioni sbagliate a gennaio Patronati sotto assedio, l’Inps non spiega
Errore nei conguagli, si parla di 100mila casi in Italia. Il consiglio: «Aspettate febbraio per capire se vi devono rimborsare»
C’è chi ancora non se ne è accorto. Altri invece, hanno subito bussato alle porte dei patronati chiedendo spiegazioni. Di sicuro c’è che il 2020 si è aperto con un’amarissima sorpresa per tanti pensionati italiani. Il dato – non ancora ufficiale – parla di almeno 100mila casi di errori di calcolo. Decine di migliaia anche in Toscana. In estrema sintesi: numerose pensioni in tutta Italia sono state tagliate senza preavviso, anche in modo considerevole. L’Inps ha riconosciuto lo sbaglio e ora annuncia rimborsi rapidi ai malcapitati.
COSA È SUCCESSO
Con l’arrivo del nuovo anno e la messa in pagamento della prima pensione del 2020, molti pensionati hanno visto accreditarsi una cifra minore del solito. Gli ammanchi – la maggior parte compresi tra 60 a 100 euro ma con punte di 300 euro - riguarderebbero i cedolini dal valore compreso tra 1400 e 2000 euro. Le pensioni in Toscana sono 1.518.327. Di queste, 170.754 tra 1500 e 2000 euro. In particolare, sull’importo liquidato è stato trattenuto un importo variabile indicato come “debito da rinnovo”, che però in molti casi non sarebbe dovuto. Inizialmente, l'Inps riteneva che l'errore nel calcolo delle pensioni riguardasse solo il territorio di Genova e la Liguria. Invece, da poche decine di casi si è passati presto a 100mila pensionati penalizzati da questo errore su tutto il territorio italiano.
LA CAUSA
L’ipotesi al momento più accreditata è che il problema sia da collegare alla non corretta computazione del cosiddetto “bonus Poletti”: una somma che, dopo una sentenza della Corte Costituzionale (la 70 del 2015), fu restituita ai pensionati con assegno superiore a 1500 euro lordi al mese ai quali il governo Monti aveva bloccato la rivalutazione. «Non è ancora del tutto chiara la dinamica che ha portato al disguido, attendiamo fiduciosi disposizioni precise da parte dell’Inps per poter assistere i tanti pensionati che si stanno rivolgendo ai nostri uffici», spiega Sandro Renzoni, coordinatore di Inca Cgil Toscana. Anche “Il Tirreno” ha chiesto spiegazioni all’Inps, ma non ne ha ricevute. E’ presumibile che nel calcolo del conguaglio non sia stato considerato l’intero importo 2019 dovuto al bonus Poletti.
I RIMBORSI
Gli ammanchi nel pagamento delle pensioni di gennaio verrebbero saldati dall'Inps con gli assegni previdenziali di febbraio, anche se secondo altre fonti potrebbero slittare a marzo o ad aprile. L’ente previdenziale – secondo alcune notizie non confermate – si sarebbe accorto dell’errore poco prima del 31 dicembre, quando ormai non era più rimediabile. Nei giorni scorsi l'Inps avrebbe diramato una nota alle direzioni regionali e alle organizzazioni sindacali. «A chi ci ha contattato per un presunto ammanco nella pensione abbiamo consigliato di attendere il pagamento di febbraio, così da poter verificare se si è trattato di un errore o se invece è stato una normale rimodulazione della cifra, che avviene ogni anno. Per esempio, c’è stato un aumento sostanziale dell’addizionale comunale regionale, che niente ha a che vedere con l’errore dell’Inps, e che ha portato al taglio di numerose pensioni. Il consiglio agli utenti, da parte mia – dice Filippo Scanio, direttore del patronato Inas Cisl di Pisa – è quello di mantenere un atteggiamento estremamente prudente ed evitare di farsi prendere dal panico».
NELLE ALTRE REGIONI
Il problema è emerso dopo la segnalazione di un pensionato a “Il Secolo XIX”. Da quel momento i patronati di tutta Italia sono stati tempestati da richieste di chiarimento. «Soltanto in questi giorni – spiega Fausto Dabove, segretario provinciale della Cgil pensionati di Savona - abbiamo ricevuto una nota ufficiale dall’Inps nazionale, in cui si ribadiva quanto era già stato comunicato verbalmente. Si è trattato di un errore dell’Inps: un conguaglio “non dovuto” che ha determinato una trattenuta indebitamente prelevata dalle pensioni».
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