Toscana
Crescere insieme
Presentare una città italiana al nostro Presidente della Repubblica sarebbe una presunzione: il Capo dello Stato non è mai ospite. È sempre di casa, ovunque.
Non possiamo presentare Livorno a Sergio Mattarella, non vogliamo farlo e non lo faremo. Possiamo però provare a presentare altre cose, immateriali eppure presenti. Come l’orgoglio di Livorno. La sua vocazione all’orizzonte. E una sua certa voglia ritrovata di alzare lo sguardo. Una città che vive problemi seri ma che conosce (o recupera) le sue risorse identitarie. In un album di ventiquattro pagine oggi sul giornale in edicola tentiamo una sintesi – arbitraria e soggettiva, ma appassionata e sincera – del patrimonio culturale di Livorno: le sue eccellenze di pensiero, di creatività e di visione. Due luoghi e una persona segnano, in particolare, l’esperienza della visita odierna del Presidente. Il magnifico Teatro Goldoni, prezioso scrigno del genio di Mascagni, abbandonato e poi riconsegnato alla comunità. La mostra di Modigliani, tra celebrazione e prospettiva, che offre l’opportunità di far dialogare l’urbanistica con la grande arte. E la figura di Carlo Azeglio Ciampi, Grande Predecessore, che respira e segue tutta questa giornata.
Abbiamo selezionato alcune parole pronunciate da Mattarella negli anni. È stato anche questo un viaggio, una visita e un incontro. Questa è una città di grandissime individualità, nella storia e nel presente, ma una frase di dieci anni fa, per esempio, incornicia il valore insuperabile della collettività. «Si cresce se si cresce insieme, ci si realizza se ci si realizza insieme; si è davvero liberi, liberi dall’ignoranza, liberi dal bisogno, liberi dalla violenza, se liberi lo sono anche gli altri». Non serve aggiungere molto. Abbracciamo oggi un uomo importante per quello che rappresenta, per quello che è e per quello che ci dice.
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