Il Tirreno

Livorno

iniziativa di cgil, anpi e arci 

Manifestazione per dire di no a tutte le guerre

Flavio Lombardi
Manifestazione per dire di no a tutte le guerre

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LIVORNO. Prendono spunto da “Promemoria” di Gianni Rodari, la cui parte finale recita così: «Ci sono cose da non fare mai, né di giorno né di notte, né per mare né per terra: per esempio, la guerra». Cgil, Arci e Anpi si fanno promotrici di “Basta Guerra”, manifestando venerdì in piazza Attias alle 18 e da lì in un corteo che arriverà al palazzo del Governo, dove sarà consegnato un documento al prefetto o a un suo rappresentante da far pervenire a Roma.

Ad annunciare l’iniziativa Patrizia Villa della Cgil, Marco Solimano per Arci e Gino Niccolai per Anpi. Si è data la lettura dell’attuale situazione internazionale: «Il rilancio dell’economia Usa al 60% del Pil prodotto dall’indotto bellico, una guerra che vale nel pianeta 1.800 miliardi di dollari l’anno, oltre il 2% del Pil mondiale». «Abbiamo deciso di muoverci il giorno dopo la morte del generale Soleimani – dice Villa – anche se poi ci sono stati sviluppi ugualmente gravi, quali l’abbattimento dell’aereo ucraino. È grave che una forza militare decida di uccidere qualcuno senza passare dai meccanismi internazionali. Se uno fosse un terrorista non si uccide, si processa. Vogliamo innalzare l’attenzione sul problema e spingere il Governo italiano a intervenire».

Con la manifestazione si vuole porre un focus anche sulla base di Camp Derby, il suo ruolo e il rapporto col porto di Livorno. «Dal ’52 è un territorio occupato, mentre in Francia da tempo non ci sono più. Manca una corretta informazione su cosa ci sia lì dentro. Eppure nel trattato, riguardo la sicurezza, è specificato che le istituzioni locali dovrebbero avere queste informazioni. E consumando un passaggio di armi, questo diventa un luogo molto sensibile. Che le istituzioni chiedano quindi ancora una volta se ci dobbiamo preoccupare». Non solo L’Iran, ma anche Libia, Afganistan, Siria, Yemen al centro dell’attenzione. «Non dobbiamo assuefarci a quello che accade su scenari più ampi e che riguarda la vita delle persone e dei loro diritti – attacca Solimano - anche Somalia ed Eritrea consumano tragedie che passano nel silenzio completo». E Niccolai gli fa eco. “Siamo gli eredi dei partigiani, gente che ha combattuto, spargendo anche sangue per la Liberazione. Ma poi hanno costruito un patto per gli italiani, che si chiama Costituzione. L’articolo 11 recita che l’Italia ripudia la guerra. La manifestazione significa anche tutto questo». —

Flavio Lombardi

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