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Nuovo defibrillatore in porto grazie al cantiere Lorenzoni

Stefano Taglione
Il nuovo defibrillatore nel cantiere Lorenzoni
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Il nuovo defibrillatore nel cantiere Lorenzoni

Livorno: posizionato da dieci giorni, l'azienda ha anche formato alcuni dipendenti. Il fondatore Luciano: "Ho pensato alla città"

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Hanno pensato sia ai loro dipendenti, una ventina solo in Darsena Pisa, sia ai colleghi delle attività vicine. Acquistando un nuovo defibrillatore da posizionare nel cantiere e formando a questo scopo sei operai, che da ora in poi in caso di emergenza saranno in grado di utilizzarlo alla perfezione. «Speriamo che non serva mai – commenta Luciano Lorenzoni, il fondatore dell’omonimo cantiere navale livornese – ma è un aiuto in più che abbiamo voluto dare alla città e all’area portuale. Siamo felici di questa scelta e non ci abbiamo pensato due volte di più».

L’azienda – passata da tempo dallo storico titolare, ora in pensione, ai figli Luigi e Leopoldo – è ben radicata sul nostro territorio. E florida, come dimostrano i dati. Recentemente, infatti, ha assunto due giovanissimi operaio che col tempo verranno formati, portando la pianta organica, solo in Darsena Pisa, sulla ventina di lavoratori. Poi ci sono gli altri di via del Marzocco, dove c’è l’officina, nella zona nord della città. Il cantiere Lorenzoni continua, insomma, a produrre. Con un trend in forte ascesa e una storia che parla da sola, visto che ha costruito imbarcazioni fino ai 30 metri di lunghezza.

Il defibrillatore automatico, con la voce elettronica che illustra passo passo che cosa fare in caso di emergenza e ad esempio anche quando dare la scarica, è stato già segnalato alla centrale del 118 dell’ospedale, che in caso di bisogno sa benissimo dove si trova, avendolo già registrato nella banca dati della città. È il primo “Dae” che il cantiere Lorenzoni ha installato lì, in porto, al servizio dei dipendenti, dei colleghi delle attività vicine e anche dei turisti in difficoltà che si trovassero a transitare nelle vicinanze. «Siamo persone civili e ci è sembrato un gesto di civiltà – conclude Luciano Lorenzoni – e credo che comportarsi bene, nella vita, porti solo dei vantaggi. Questa è la mia filosofia».
 

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