Il Tirreno

Livorno

Passeggiata alla scoperta del monumento lungo 18 km

Mauro Zucchelli
Passeggiata alla scoperta del monumento lungo 18 km

Operazione pulizia di Asa per sistemare l’itinerario di trekking fino alle sorgenti di Colognole «Livorno non è solo mare, sulle Colline ha un patrimonio che può dare Pil, redditi e lavoro» 

5 MINUTI DI LETTURA







. Per i livornesi sono semplicemente “Gli Archi”, tutt’al più da sventagliare su Instagram quando il gelo crea uno show di stalattiti di ghiaccio. Ma adesso che l’Asa ha ripulito le architetture di inizio Ottocento da rovi, cespugli, arbusti e perfino grosse radici infestanti si scopre il volto del più grande monumento storico che abbiamo: l’Acquedotto Leopoldino costruito per volere dei granduchi lorenesi e per mano di quel genio che è l’architetto Pasquale Poccianti, capace di inventare un acquedotto che fosse anche una bella passeggiata dalla città verso le sorgenti di Colognole.

L’intervento di ripulitura – condotto grazie agli addetti di Collecoop, cooperativa sociale colligiana impegnata nell’integrazione di persone svantaggiate (18 su un organico di 75 addetti) – ha messo in vetrina questa realtà che avevamo sotto gli occhi eppure sembrava nascosta. Chissà che adesso non possa essere scoperta come passeggiata sotto un duplice profilo: come dice il presidente di Asa, Nicola Ceravolo, «potrebbe diventare per i livornesi una alternativa al lungomare per il jogging e per i turisti, tanto per chi viene dall’entroterra toscano per la gita domenicale quanto per i croceristi in cerca di luoghi inediti della Toscana, il modo per conoscere una parte del nostro territorio così bella e al tempo stesso per nulla logorata come immagine turistica».

L’invito del numero uno di Asa è presto detto. Livorno ha una immagine di sé allungata sul mare come fosse una città sotto l’ombrellone, in realtà ha molto da scoprire del proprio fascino e della propria identità guardando a quel che c’è alle proprie spalle: è l’entroterra significa Parco dei Monti Livornesi, e l’Acquedotto Leopoldino ne è l’architettura più importante. Praticamente un monumento lungo 18 chilometri in mezzo ai boschi.

Era stato un videodocumentario realizzato da Luciano De Nigris e pubblicato sulle pagine web del Tirreno. it a far accendere la scintilla, ricorda Ceravolo: in tandem con «l’appassionato lavoro di tutela e divulgazione di associazioni come “Salviamo il salvabile” guidata da Angela Sagona o come “Selvatica” che con le proprie guide porta ogni anno centinaia di persone alla scoperta di questo patrimonio che forse neanche immaginiamo di avere a portata di mano». A tutti loro (e agli addetti di Collecoop rappresentanti dal vicepresidente Franco Bernardini, ex vicesindaco) è indirizzato il «grazie», oltre che di Ceravolo, dell’assessore colligiano Dario Fattorini e del consigliere regionale Francesco Gazzetti prima di un sopralluogo-trekking lungo il percorso.

«L’acqua è il filo conduttore per scoprire una Livorno magnifica: dai fossi alle ex terme liberty del Corallo, dall’acquedotto ottocentesco a sistema delle Fortezze fino ai Bagnetti della Puzzolente», segnala Maria Beatrice Morelli, guida ambientale e esponente di “Selvatica” (info escursioni: tel. 334 7313406 o morelli@selvatica.eu).

«Inutile dire che proprio l’operazione pulizia mette in evidenza anche i problemi da affrontare», dice Marino Veronesi, responsabile dell’ufficio patrimonio Asa (e project manager di quest’iniziativa). «Salta agli occhi che in vari punti il bosco è stato trasformato in una discarica: si sa che i rifiuti chiamano i rifiuti e la sensazione di incuria è il primo ingrediente per far sì che qualcuno si senta autorizzato a buttare lì l’immondizia. Come dire: è già uno schifo, cosa vuoi che sia se ci lasciò anche i miei detriti, la mia spazzatura, i miei rottami». L’architetto ricorda quel che è avvenuto nella zona delle sorgenti di Colognole: usata da generazioni di livornesi per i picnic, si era trasformata in una pattumiera a cielo aperto. «La situazione è cambiata quando abbiamo dato una ripulita: ora anche le persone non se la sentono di sciupare un ambiente così suggestivo solo per la pigrizia di non portar via le proprie cartacce».

Da aggiungere che liberare le architetture dall’assedio di rovi e sterpaglie consente di vedere anche dove bisogna intervenire perché la forza sovrumana delle radici ha schiantato le arcate.

La fruibilità passa anche dalla sistemazione dei percorsi: già negli anni del sindaco Lamberti – dice Ceravolo – grazie credo a fondi regionali c’è stata una prima sistemazione che è una base importante dalla quale partire. Ci sono già i ponti e il tracciato, va migliorato perché ora i ponti sono a una quota più alta del sentiero, c’è da mettere in sicurezza vari tratti e sarebbe una cosa straordinaria se riuscissimo a prevedere l’illuminazione pubblica di questo percorso. Insomma, non è necessario contare sui fantastiliardi di Paperone per ricreare la passeggiata che aveva in mente Poccianti per raggiungere a piedi il Cisternino di Pian di Rota dalla città.

Il tracciato dell’acquedotto però è ben più lungo e articolato: non riguarda solo Livorno ma anche il territorio di Collesalvetti: comprese le zone di Parrana San Martino e Parrana San Giusto o quella scenografica delle doppie arcate.

Ancora adesso, a distanza di due secoli, l’antico acquedotto funziona ancora. L’acqua di Colognole arriva a servire le famiglie delle Parrane più Crocino e Valle Benedetta. Curioso che invece nel tratto del Cisternino fino a Vallin dell’Aquila, funzioni al contrario: «Prima portava acqua da fuori fino in città, ora invece porta acqua (di Filettole) dalla città verso fuori», spiega Mirko Brilli, direttore tecnico Asa.

Tutto questo è un altro tassello della nostra Grande Bellezza: dobbiamo essere noi livornesi i primi a scoprirla, se vogliamo che se ne innamorino i turisti. Magari quelli che arrivano dal cuore della Toscana e nella bella stagione si domanderanno un weekend dopo l’altro dove andare a fare la giratina domenicale. «È un tesoro che è bello scoprire ma è anche utile – dice Ceravolo – perché può diventare Pil, reddito, posti di lavoro». —





Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web