Toscana
Fra i due Leopoldi spunta Poccianti e l’ingegner Salvetti
L’hanno chiamato “Leopoldino” in onore di Leopoldo II, protagonista di una sfilza di opere pubbliche che ammodernarono il Granducato. Ma l’idea l’aveva avuta suo nonno Pietro Leopoldo, che tanto per confondere le acque diventerà imperatore d’Austria ribattezzandosi Leopoldo II, esattamente come il nipote. Era stato Pietro Leopoldo, sovrano assoluto “riformista” (il primo al mondo ad abolire la pena di morte), a dare il via al progetto di far arrivare da Colognole più acqua per una Livorno che aveva sete. Il progetto iniziale porta la firma di un omonimo del sindaco attuale: l’ingegner Beppe Salvetti.
Ma l’acquedotto si è materializzato nelle maxi-cisterne – Cisternino di Pian di Rota, Cisternone accanto al Parterre e Cisternino di città – realizzate dall’architetto Pasquale Poccianti: l’incarico l’aveva avuto dalla municipalità napoleonica, riconfermato dopo il ritorno dei granduchi. Con la “nuova” acqua che poi arriverà sia alla fonte al Parterre sia alla Pina d’Oro.
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