Il Tirreno

Livorno

L’ex fabbrica diventa area portuale: Trinseo comprata da Neri-Grimaldi

Mauro Zucchelli
L’ingresso dell’ex Trinseo in porto
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L’ingresso dell’ex Trinseo in porto

Livorno, Sintermar in crescita ha fame di spazi e li acquista: 84mila metri quadri fra varco Galvani e Sponda Est

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LIVORNO. Per mettere la parola “fine” allo stabilimento della Delphi c’erano voluti dieci anni di illusioni, battaglie, polemiche e urla. Per farlo alla Trw non erano stati necessari più di tre mesi (anche se le avvisaglie erano nell’aria già da tempo). Per chiudere per l’ultima volta i cancelli della Trinseo, nell’estate 2016, sono bastati tre giorni. È l’ultima delle grandi multinazionali che hanno fatto definitivamente la valigia dal nostro territorio dopo esserne state l’architrave dell’industria manifatturiera a partire dalla metà degli anni ’90: è un marchio rimasto come illustre sconosciuto per la gran parte dei livornesi, che forse ricordano le vecchie denominazioni e i vecchi assetti proprietari: è l’ex Dow, poi Styron. Ora public company dopo aver gravitato nella galassia di Bain Capital, cuore del capitalismo yankee (al timone c’era Mitt Romney, che ha duellato con Obama nel 2012 per la Casa Bianca).

Se oggi torna sotto i riflettori della cronaca è perché su quei cancelli chiusi spariranno finalmente le ragnatele. La Sintermar ha firmato il contratto di acquisto della fabbrica: ovviamente la società - che vede ora alleati la famiglia Neri e la holding Coifi (ora controllata dall’armatore Manuel Grimaldi), con Silvio Fremura presidente e Maurizio Sarri amministratore delegato – non l’ha fatto perché all’improvviso ha deciso di mettersi a produrre lattice come faceva prima Dow, poi Styron e infine Trinseo.

Stiamo parlando di uno dei principali operatori privati del porto di Livorno ed è a un utilizzo a servizio dei traffici portuali che verrà destinata questo trapezio di terreno a ridosso delle aree del varco Galvani, incastonato com’è fra la Laviosa Chimica Mineraria, i capannoni Cilp di Paduletta, gli spazi delle ex Ferrovie, la Darsena 1 e la Sponda Est. A quanto è dato sapere, la multinazionale si sarebbe accollata l’impegno di completare la bonifica prima di consegnare le chiavi agli acquirenti: in vista, inutile dirlo, della trasformazione dell’identikit dell’area che cambierà fisionomia.

Dietro la compravendita c’è la “fame” di aree che l’aumento di traffici ha innescato nel porto di Livorno soprattutto sul versante delle “autostrade del mare” e, allargando lo sguardo anche al territorio tutt’attorno, anche della movimentazione di auto nuove. Basti dire che dal 2010 al 2018 le merci movimentate in porto sono balzate da 30 a 36 milioni di tonnellate, da 10 a 16 milioni di tonnellate quelle relative ai camion inviati via nave (ro-ro) in cui Grimaldi è un colosso a livello continentale. Idem per i traffici di auto nuove, anch’esso settore in cui sono attivi sia le navi di Grimaldi sia in terminal Sintermar: sono arrivati oltre quota 385mila veicoli, 144mila in più rispetto a sette anni fa.

Altre cifre? In questo stesso periodo l’andirivieni di trailer è moltiplicato per tre rispetto agli iniziali 71mila e nel 2018 si sono contati 1.743 arrivi di navi con il marchio Grimaldi sul fumaiolo, erano state 738 nel 2011.

A dir la verità, le ragnatele sono presenti solo come espediente simbolico e armamentario retorico: in realtà sono spariti già da qualche mese perché, per quanto in misura ridotta, una fetta degli 84.400 metri quadri dell’area è utilizzata per dar sfogo ad alcuni traffici portuali. Non solo: l’area ex Trinseo la ribalta della cronaca è già tornata a conoscerla.

Risale alla prima metà dello scorso anno il duello a colpi di carte bollate che aveva visto l’un contro l’altro armati la Sintermar e l’Authority guidata da Stefano Corsini. La società, in trattativa con la multinazionale fin dall’estate di due anni fa come anticipato dal Tirreno a quel tempo, aveva raggiunto una intesa preliminare con Trinseo che gli aveva consentito di utilizzare la proprietà come sbocco per le proprie movimentazioni di auto nuove. Ma l’Authority si era messa di traverso e aveva dato l’altolà: è contro le regole. Ma il Tar nel giugno scorso ha dato ragione a Sintermar. Pochi giorni più tardi, però, Palazzo Rosciano aveva contrattaccato ribadendo l’inserimento dell’ex Trinseo fra aree con il vincolo preordinato all’esproprio.

Dal quartier generale del gruppo Neri, però, nessuna risposta alla richiesta di dichiarazioni a commento di quest’acquisto: potrebbe essere interpretabile come l’indizio di un tentativo di mantenere un basso profilo e evitare qualsiasi cosa che possa suonare ostile in questo rapporto con Palazzo Rosciano. Resta il fatto che potrebbe essere questa la prima mossa in un rompicapo di riassetti in grado di uscire dal clima di risiko e ritrovare quella concordia attorno alla quale il sindaco Luca Salvetti lavora da settimane. —


 

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di Redazione web