Il Tirreno

Livorno

Baracchine in piazza Garibaldi: «Bisogna abbatterle perché sono usate dagli spacciatori»

Lucia Aterini
Baracchine in piazza Garibaldi: «Bisogna abbatterle perché sono usate dagli spacciatori»

La richiesta presentata dall’associazione Vivi Garibaldi, molte sono chiuse: gli scambi di droga avvengono sul retro  

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LIVORNO. È un pomeriggio d’inverno al tramonto, Garibaldi guarda (come sempre) verso la Fortezza nuova e nella parte alta i caseggiati della piazza hanno pareti dorate grazie al sole calante. La mamma passeggia con il bambino che si tira dietro un camioncino giocattolo, l’anziano è seduto sulla panchina e parla con la moglie. Un paio di ragazzi sono seduti di fronte a una baracchina dove c’è un bar, una delle poche attività ancora aperte.

Si cambia scena: dietro un’altra piccola struttura verde c’è un ragazzo in attesa. Pochi minuti dopo si avvicina un coetaneo. Due parole e poi uno scambio veloce che si consuma nello loro mani. Il coetaneo si allontana e il primo ragazzo si rimette con una spalla appoggiata al legno dello chalet. E guarda il telefono. Passano una decina di minuti: lui è sempre impegnato a guardare il telefono e arriva un altro ragazzo. La scena si ripete come prima, altro passaggio veloce. E poi via. Scambi che si ripetono per tutto il giorno, e sempre della stessa “roba”.

Non solo: intorno a questo mondo gira anche quello della prostituzione e qui, per un motivo o un altro, gli interventi delle forze dell’ordine sono quasi quotidiani. Eppure siamo in centro, in uno dei luoghi più caratteristici di Livorno, dove i visitatori si incantano ad ammirare la fortificazione di Buontalenti. Ma qui, in piazza Garibaldi, c’è poco da fare: regna lo spaccio che avviene a tutte le luci del giorno, dalla mattina alla sera. Un traffico che dal centro della piazza si vede bene, basta mettersi a sedere, avviene dietro queste baracchine allestite una ventina di anni fa. Le strutture, in sostanza, vengono sfruttate per coprire la visuale dei loschi affari.

E per questo motivo l’associazione del quartiere Vivi Garibaldi ha chiesto, formalmente con una lettera scritta all’amministrazione comunale, l’eliminazione di queste strutture per cercare di impedire gli scambi di droga. Perché gli abitanti della piazza vorrebbero riprendersi il loro luogo. Uno spazio, purtroppo, ora contaminato. Eppure le amministrazioni comunali precedenti, con l’aiuto anche della Regione, hanno profuso impegno e risorse per risollevare il quartiere e combattere la microcriminalità. Con idee nuove e originali. I progetti sono stati più di uno, da Sicurezza in Garibaldi a Visit Garibaldi. In prima fila, poi, a difendere il quartiere ci sono da tempo anche gli abitanti che si sono costituiti in un’associazione, Vivi Garibaldi. «Ma la situazione non è cambiata - spiegano il presidente dell’associazione Antonio Paperini con Rita Matteucci, Ugo Meriggi, Marzia Menicagli, Anna Maria Zichi e Michela Contini - ecco perché abbiamo fatto questa richiesta al Comune». Gli abitanti pensano a un abbattimento o comunque a uno sfoltimento.

In tutto le strutture sono 18 disposte ai lati della piazza con al centro la statua di Garibaldi. Da tempo , tra l’altro, è iniziata anche la morte delle attività che erano state aperte: ora sono solo sette quelle rimaste aperte, una dove vendono abbigliamento e altre che lavorano come piccoli bar con somministrazione.

«La numero venti - spiegano dall’associazione- è stata gestita anche da noi come ufficio informazioni. Poi noi l’abbiamo lasciata e ora ci sono altre associazioni che fanno servizio, sia la mattina che la sera». Tra queste l’associazione italo-palestinese e Love Pontino. Nella piazza, tra l’altro, è stato sistemato anche una specie di palco per lo svolgimento di eventi e di spettacoli. Vivi Garibaldi continua comunque la sua attività con una convenzione con il Comune sul verde pubblico (per la quale è stata anche premiata di recente). Gli abitanti-volontari provvedono nella zona a fare lavori di piccolo giardinaggio e potatura. Per il resto il gruppo si è scoraggiato nel tempo perché, dopo tante attività portate a termine, la riqualificazione è ancora lontana. E quando di sera le poche baracchine chiudono, il dominio degli spacciatori si sente ancora di più. La notte la piazza diventa ancora più insicura: avvengono risse e qualcuno a volte è rimasto ferito a terra. D’estate si aggiunge il problema dei rumori durante la notte oltre alla presenza di attività che lavorano 24 ore su 24 e portano confusione. «Una situazione - concludono gli abitanti - che peggiora sempre di più».

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