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“Una cuccia nel bosco” per i cani in cerca di casa

Flavio Lombardi
“Una cuccia nel bosco” per i cani in cerca di casa

Inaugurato, dopo anni e anni di rinvii, il nuovo canile a Vallin del Buio. Una struttura moderna che accoglie anche l’ambulatorio e un locale per associaizoni e cittadini

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Una palazzina che ospita un ufficio per l’evasione delle pratiche di affidamento temporaneo o di adozione, locali per il deposito materiale e derrate alimentari, l’ambulatorio per le visite ed anche una stanza dove possono essere tenuti dei corsi per i cittadini interessati, a cura delle associazioni.

È questa la costruzione che si presenta al termine di una dolce e breve salita appena varcato il cancello de “La cuccia nel bosco”, il canile moderno che Livorno attendeva dal 2003 e incastonato in mezzo al verde in via dell’Ecologia, in Vallin Buio, che si può raggiungere da Via Pian di Rota, quell’arteria che collega il Cisternino con la zona industriale piena di concessionarie prima di giungere a Stagno.

Tanti gli interventi strutturali eseguiti nel tempo, per un valore complessivo di 1, 5 milioni. Ultimato nel 2015, si attendeva il completamento definitivo.

Tanta gente all’inaugurazione di ieri mattina assieme al sindaco e alla sua vice Monica Mannucci che ha la delega alla tutela degli animali. Rappresentanti delle associazioni animaliste, militari, dirigenti comunali, il presidente del consiglio comunale Pietro Caruso, per spiegare la funzione di questa struttura. Nella quale inizialmente sono operativi 8 spaziosi box occupati da cani che hanno appena lasciato i canili in convenzione fra i 69 che attendono una casa.

Si tratta di esemplari che non dovrebbero avere troppa difficoltà a trovare chi voglia donargli un po’d’affetto e già ritenuti pronti per far felice una famiglia.

Non si pensi tuttavia che basti andare li per portarsi via l’animale come fosse un pacco postale. Ci si presenta agli addetti e, disegnando il quadro familiare (per esempio se ci sono bambini piccoli oppure no) gli esperti sono in grado di consigliare il “fido” più adatto anche in base al carattere che ha. Bastano pochi incontri, per dar modo di prendere reciproca fiducia e, soprattutto, che il cane capisca che chi lo sta per adottare non è così cattivo come magari il precedente proprietario, ed è fatta. La ruota è pronta per tornare a girare, facendo confluire dai canili in convenzione altri animali in attesa.

«Diciassette anni fa si cominciò a parlare del canile e ora, in sette mesi di amministrazione, siamo giunti finalmente all’inaugurazione – dice Luca Salvetti –; non diciamo che inauguriamo cose ideate da altri. La data ultima per la conclusione lavori era quella del 2015 ma mancavano soldi e il progetto finale. Basta dire che ci sono idee senza realizzarle. Siamo stati eletti per fare, non per le chiacchiere».

Un primo cittadino fermo su questo punto, polemico forse rispondendo ad alcune critiche. «Qui si va avanti con la sindrome del calciatore fallito. Colui che dice che era bravo a giocare a pallone, ma la serie A la guarda alla televisione. Una città civile doveva avere una cosa come questa e, soprattutto grazie all’impegno della vice sindaca, ci siamo riusciti, sbloccando tante situazioni».

Non solo canile, ma centro polifunzionale. La possibilità di spiegare bene ai cittadini come fare per gli affidi, ma anche l’avvicinamento delle scuole e della gente in una realtà dove operano volontari ma anche associazioni che insegnano come diventare addestratori. Sempre una carta in più da usare nel rapporto col proprio quadrupede.

Salvetti respinge al mittente i timori che questo sia un canile usato come specchietto per le allodole e che non ci si impegni di più a “smaltire” i cani attualmente ancora ospiti nelle strutture convenzionate.

«Il centro è aperto a tutti, più animali si adottano e meglio è. Il discorso dell’incentivo di 700 euro per i cani con oltre 12 anni è solo per evitare che queste bestie rischino di morire in gabbia e non avere mai più una famiglia. Da sindaco il mio desiderio è che nel giro di poco tempo, tutti i cani siano stati assegnati».

Qualche critica, anche sugli orari di apertura che non consentirebbero a tutti di andare nel fine settimana perché i canili sono chiusi. «A livello organizzativo dobbiamo creare le migliori situazioni per far si che questo centro e tutti gli altri, funzionino al top proprio per non essere una complicazione per chi vuole un cane”. Raggiante, la vice sindaca. “Finalmente, apriamo le porte di un posto così bello per i cani rimasti. Attraverso una fase sperimentale di tre mesi gestita da Atapc, in attesa dell’aggiudicazione di una gara che è stata pubblicata i primi di dicembre e che terminerà i primi di marzo, cominciamo con 10 cani alla volta che dai canili convenzionati entrano a “La cuccia nel Bosco” e ci adoperiamo per rendere un servizio ottimale nei confronti dell’animale e del cittadino».

Mannucci, prosegue spiegando ancora. «Il canile non nasce per tenersi i cani, il canile serve anche come spazio verde condiviso da animali e bimbi delle scuole e le famiglie. Un posto ricreativo e di ritrovo. Promuovendo con le associazioni che gestiranno poi la struttura sotto il controllo dell’ufficio tutela animali, le attività finalizzate alle adozioni. Questo è solo un luogo di passaggio, dove si esce sani e vaccinati».

L’inaugurazione del canile è indubbiamente un passo avanti per la tutela degli animali visto che finalmente esiste un unico punto di riferimento dove può rivolgersi chi par qualunque motivo voglia rapportarsi ai cani più sfortunati. Per tutte le info, gli interessati possono scrivere a animali@comune.livorno. it —

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