Il Tirreno

Livorno

il caso 

Visite non pagate, l’Asl corregge di nuovo l’avviso di pagamento

G.C.

L’azienda sanitaria ha stoppato la seconda lettera in partenza  (ancora sbagliata) e ne  sta preparando una terza con i  dettagli degli esami contestati 

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LIVORNO. «Anch’io ho ricevuto un’intimazione di pagamento dall’Asl per una prestazione del 2015. E anche nella mia lettera l’importo era errato: 47 euro di prestazione, più 30 di spese più 12.8 di spese postali, ma la somma totale richiesta dall’Asl è di 109 euro. Ho bussato al direttore dell’ospedale che mi ha indirizzato alla responsabile del servizio, la dottoressa Chelli, la quale mi ha detto di scrivere una lettera al protocollo, aggiungendo che l’Asl non può inserire la prestazione contestata per motivi di privacy. Ma sul Tirreno ho letto che l’Asl avrebbe mandato delle nuove lettere corrette, senza che l’utente debba fare nulla. Insomma, come devo comportarmi?».

Carmelo Pisaniello, 80 anni, è uno degli oltre 500 livornesi a cui l’Asl ha inviato una richiesta di pagamento errata. Non solo col calcolo sbagliato (erano stati dimenticati i 20 euro di supporto digitale delle radiografie), ma soprattutto senza l’indicazione della prestazione e dunque la possibilità di contestare l’intimazione e magari dimostrare di aver pagato o di non aver mai effettuato quell’esam.

La sua domanda è la stessa di altre centinaia di livornesi. La risposta la dà nuovamente l’azienda sanitaria: «Chi ha ricevuto quella lettera per adesso non deve pagare».

L’Asl ha fermato anche le nuove lettere che erano state preparate col calcolo corretto. E le sta riscrivendo inserendo in ognuna la prestazione contestata: in questo modo i cittadini che le riceveranno potranno verificare se di quella prestazione hanno realmente usufruito e per un qualche motivo non l’hanno pagata.

«Le nuove lettere con i calcoli corretti e con i dettagli della prestazione sono in elaborazione. I cittadini le riceveranno nei prossimi giorni e a quel punto potranno o pagare o contestarle o chiedere ulteriori chiarimenti», spiega l’Asl.

Il termine di 30 giorni indicato nella prima lettera, dopo il quale la cifra sarebbe stata iscritta a ruolo, è sospeso.

Insomma, con qualche fatica il problema sembra in via di risoluzione.

«Già oggi tuttavia i cittadini che hanno ricevuto l’intimazione errata o incompleta possono rivolgersi all’ufficio recupero crediti dell’Asl che darà le spiegazioni necessarie».

Qualora anche le nuove lettere tuttavia non dovessero essere corrette l’utente potrà agire diversamente, come spiega Benedetto Tuci del Movimento Consumatori: «In caso di avviso non corretto occorre rispondere con un reclamo e successivamente si può adire senza costi il difensore civico regionale che in questi casi è molto efficace», spiega.

Probabilmente, vista la retromarcia dell’Asl dopo gli articoli del Tirreno, in questo caso non ce ne sarà bisogno.

G.C.

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di Redazione web