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Spari in centro a Capodanno tre ventenni finiscono nei guai
Dopo la notizia pubblicata sul Tirreno, la polizia ha identificato i responsabili Sequestrate anche due pistole scacciacani. «Non sapevamo fosse vietato»
livorno. È durata 48 ore l’indagine della polizia per risalire agli autori degli spari in centro la notte di Capodanno. Tutto è iniziato dopo l’articolo pubblicato dal Tirreno il 6 gennaio nel quale si dava conto di un video di una decina di secondi pubblicato su Instagram nel quale si vedono due figure con altrettante pistole in mano mentre esplodono in rapida successione una serie di cinque colpi davanti all’ingresso della Fortezza Nuova. In particolare si vede una figura che indossa un cappellino da baseball al contrario, pantaloni larghi e bomber scuri. Impugna l’arma con la mano destra e guarda verso la camera dello smartphone, poi alza il braccio e fa esplodere tre colpi. Quando sparisce dall’inquadratura spunta una seconda figura, è di spalle e di lui si intravede solo il profilo. Il movimento con la mano destra in cui tiene in mano, a sua volta, un’altra arma, stavolta di colore nero, è rapidissimo. Spara due colpi in aria, stavolta nella direzione opposta rispetto all’amico e poi sparisce.
È analizzando i filmati del sistema di videosorveglianza installato davanti al Comune e confrontando i fotogrammi con quelli nel video pubblicato sui social, che gli agenti sono risaliti al nome di uno degli autori.
Così nella serata di martedì si sono presentati nella sua abitazione per verificare il possesso dell’arma e cercare elementi – come alcuni capi d’abbigliamento – che potessero confermare le responsabilità. In tutto sono stati tre i giovani denunciati, tutti ventenni, operai e studenti, incensurati.
Durante le operazione sono state sequestrate: una pistola scacciacani modello Bruni srl modello 92 (copia della Beretta mod 92/F) con relativo tappo rosso contenuta in una custodia in plastica con alcuni colpi a salve e una pistola scacciacani GAP Nera cal 8 mm(copia di una Glock) con relativo tappo rosso contenuta in una custodia in plastica con alcuni colpi a salve. «Entrambi gli oggetti – spiegano dalla questura – erano delle copie in metallo di armi assolutamente inoffensive».
I tre ragazzi, ascoltati dagli agenti hanno ammesso di aver esploso in buona fede i colpi subito dopo la mezzanotte ritenendoli meno pericolosi dell’utilizzo di petardi o altri fuochi pirotecnici. Inoltre ai poliziotti hanno anche spiegato di non sapere che fosse vietato dalla normativa vigente. Adesso saranno tutti denunciati all’autorità giudiziaria per aver portato, senza giustificato motivo, fuori dalla propria abitazione uno strumento da segnalazione acustica, destinati a produrre un rumore tramite l’accensione di una cartuccia a salve. —
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