Gioco
Ora la procura valuta se indagare il conducente
La pubblico ministero di turno non ha disposto l’autopsia sul corpo della vittima Oggi saranno depositati gli atti sulla ricostruzione della tragedia
LIVORNO. Per il momento non ci sono indagati per la morte di Thomas Galvagno, il trentottenne scomparso l’altra notte in un tragico incidente stradale in via dell’Ardenza mentre in sella al suo scooter stava tornando a casa.
I carabinieri che hanno eseguito i rilievi hanno informato della tragedia la pubblico ministero di turno Antonella Tenerani pochi minuti dopo lo schianto. La magistrato, ascoltata la ricostruzione effettuata dai militari, ha deciso di non disporre l’autopsia restituendo immediatamente la salma ai familiari.
Chiara la dinamica dello schianto con la vittima che ha perso il controllo dello scooter dopo aver urtato lo spartitraffico al centro della carreggiata prima di essere travolto da un’auto che viaggiava in direzione opposta.
Il conducente, risultato negativo all’alcoltest, nonostante stesse procedendo regolarmente per la propria strada, rischia di essere indagato con l’accusa di omicidio colposo.
La decisione sarà presa molto probabilmente questa mattina quando la pubblico ministero esaminerà gli atti che i carabinieri depositeranno in procura.
Due le possibilità: valutare come responsabile dello schianto la vittima che ha invaso la corsia opposta dopo aver perso il controllo dello scooter. Oppure iscrivere in ogni caso il conducente dell’auto nel registro degli indagati e nominare un consulente per ricostruire la dinamica dell’incidente per verificare – ma si tratta di una ipotesi – se l’automobilista in qualche modo abbia qualche responsabilità su quanto è avvenuto. —
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