Gioco
Il nuovo lungomare: «Le palme erano più belle, Le tamerici dovranno fare da barriera al traffico»
Residenti e commercianti: servono risposte al degrado e ai pochi parcheggi «Le baracchine? Bene la manutenzione ma i problemi sono strutturali»
LIVORNO. Le tamerici? «Le palme sono più belle, ma purtroppo il punteruolo rosso è sempre più aggressivo e bisognava far qualcosa». Il restyling delle baracchine? «Anche quello è necessario, ma di certo non risolverà tutti i problemi del lungomare. Il sogno è avere strutture nuove, moderne, funzionali, un passaggio fondamentale per diventare una vera e propria città turistica».
Due progetti per il viale Italia che cambierà volto, due progetti che secondo i livornesi sono «inevitabili». Da una parte c’è l’abbattimento di altre dieci palme che verranno sostituite dalle tamerici, ventuno in totale, dall’altra ecco un piano antidegrado per la messa in sicurezza delle baracchine, con la rimozione delle parti esterne in legno e la demolizione di quattro torrette. «Si tratta di interventi necessari per rispondere all’emergenza e andare avanti almeno un altro anno - dicono i livornesi, gestori e clienti delle baracchine - ma a questo punto bisogna guardare anche in prospettiva: se l’intenzione della giunta è quella di puntare sul turismo, bisogna riqualificare questo tratto del lungomare sotto ogni aspetto. Il viale Italia è in condizioni vergognose, non possono bastare interventi spot».
Tamerici ok, però…
Sul viale Italia, tra livornesi e turisti da ogni angolo della Toscana per una giornata sul lungomare, la notizia delle palme da abbattere è quasi «un colpo al cuore», come aveva detto il sindaco Luca Salvetti. D’altronde tutti sono abituati a vedere quel tratto così, con le palme tra la strada e le baracchine, con uno skyline che aveva fatto discutere e che dopo Befana cambierà. «Le tamerici sono tipiche della zona e avranno un costo minore a livello di manutenzione: va bene così, anche se le palme hanno un altro fascino», dice un gruppetto di livornesi (Andrea Gregori, Andrea Risaliti, Elisa Cappelli, Giulia Sarti, Alberto Benvenuti e Silvia Mainardi).
E sono d’accordo anche Christian Raffaelli e Beatrice Tei, dispiaciuti per l’abbattimento delle palme ma convinti che le tamerici siano «la soluzione giusta per unire tradizione, turismo e cura del lungomare».
Agnese Ballarani e Mattia Griggio sperano invece di vedere «tamerici folte, in modo tale da isolare la passeggiata a mare e non vedere più le auto che sfrecciano». «Ecco, questo sarebbe positivo anche a livello turistico - aggiungono insieme a Vanessa Nerazzini e Giorgio Sparacino - e sempre per il turismo, bisognerebbe rifare la passerella che porta all’Acquario e dividere la passeggiata davanti alle baracchine in due "corsie", una per i pedoni e l’altra per le bici».
Baracchine, cosa fare?
Subito dopo l’abbattimento e la sostituzione delle palme, come confermato dall’assessora ai lavori pubblici Silvia Viviani, partirà l’intervento per la messa in sicurezza delle baracchine. «Finalmente - commenta Monica Ciabattari, titolare dello chalet La perla del gusto, l’ex Mauri - speriamo almeno di risolvere i problemi con la pioggia e le infiltrazioni: ormai da anni, ogni volta che piove, siamo costretti a prendere i secchi per non allagare il locale. Gli ultimi due mesi sono stati un incubo». «Ben venga l’intervento, ma è solo un palliativo - interviene Luca Candian dalla baracchina Zanzibar - i problemi strutturali ci sono e ci saranno anche dopo questi lavori: qui è tutto marcio, serve un progetto a 360 gradi che risolva anche le questioni legate al degrado e ai parcheggi».
In realtà un altro progetto c’è, anche se non completo come vorrebbe Candian: è quello che prevede la demolizione delle prime tre strutture, quelle più a nord del viale Italia, ovvero le due all’altezza dello Scoglio della Regina (dove c’è solo un’attività aperta, la gelateria La grotta blu) e l’ormai ex baracchina Alpe. «Il sindaco Salvetti è venuto qui e mi ha proposto uno spostamento per consentire lo svolgimento dei lavori - racconta Andrea La Bruna, il titolare della gelateria - per il momento non so altro, ma di certo non possiamo restare qui durante l'intervento».
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