Italia
Il poeta incompreso si è ripreso la città e col Premio Ciampi è diventato un mito
Edizione speciale a 40 anni dalla morte del cantautore: Cristiano De André tra i protagonisti del concertone finale
LIVORNO. Non ci sono barriere generazionali nel mondo del Premio Ciampi e lo spirito del cantautore livornese, del quale il festival celebra con una edizione speciale quest’anno i 40 anni dalla prematura morte, sembra passato indenne tra i decenni, i generi, le culture, i sogni e i bisogni. Del resto è quello che capita ai poeti e Piero Ciampi - finalmente lo si è capito anche se solo dopo la sua morte e il merito è soprattutto del Premio e della caparbietà dei suoi fondatori tra i quali c’è il giornalista Franco Carratori - è stato un poeta, anzi lo sarà per sempre. Ricorda commosso Antonio Vivaldi, presidente di giuria, che Fabrizio De Andrè ospite della rassegna nel 1997, raccontò di aver detto allo stesso Ciampi: «Non è vero che “morto un poeta se ne fa un altro” perché morto tu non si fa un altro Piero Ciampi».
Quello che si può fare però, e che si è fatto in questi 25 anni, è far sì che l’attualità, la potenza e la versatilità delle parole e della musica dell’artista si rigenerino continuamente grazie al lavoro di altri artisti, musicisti certo ma anche scrittori, poeti, performer e pittori, persino fumettisti. Sono loro, gli autori di fumetti ispirati a Piero Ciampi, la novità di questa edizione del Premio, la numero 25: e sarà una tappa pisana del festival, il 18 gennaio, a presentare tavole di disegnatori famosi accompagnate da un concerto tributo.
E a proposito di trasferte ce ne sarà una anche a Genova, proprio il giorno di apertura, in via del Campo 29, tempio del cantautorato italiano, sede per l’ occasione di un convegno sul rapporto tra l’artista labronico e la città di tanti suoi illustri colleghi e amici. È comunque come al solito Livorno il cuore di questa edizione del Premio Ciampi, sottotitolo “ieri, oggi e domani”, presentata ieri al teatro Goldoni, culla principale dell’evento che si svolge dal 16 al 19 gennaio, dal sindaco di Luca Salvetti, da Riccardo Vitti della Fondazione Livorno, dal direttore del teatro Marco Leone e illustrata nei dettagli da Antonio Vivaldi e da Massimiliano Mangoni, presidente dell’associazione Premio "Piero Ciampi - Città di Livorno ".
Come sempre il clou della manifestazione sarà il concertone finale di domenica 19 gennaio (ore 20.45 al teatro Goldoni), sul palco dove in un quarto di secolo il Premio ha portato i più grandi cantautori e cantanti italiani e non solo, da Vecchioni a Fabrizio De André, da Gianna Nannini a Nada, da Little Kwesi Johnson a Enzo Jannacci, da Patty Pravo a Sid Griffin. In programma un caledoscopio su suggestioni musicali, poetiche, visive. In scena Cristiano De Andrè, a cui sarà assegnato un premio speciale. E poi si festeggia il ritorno dei primi vincitori del premio La Crus, si balla con l'Orchestra multietnica di Arezzo insieme a Andrea Scanzi e Paolo Benvegnù. In scena anche Omar Pedrini,l' Andrea Pellegrini Trio di Livorno con Tommaso Novi e Francesco "Maestro Pellegrini", Letti Sfatti, il poeta Aldo Galeazzi.
E mentre nel teatro sarà allestita anche una mostra fotografica con gli scatti di Ivano Pozzi fedelissimo del Premio, saranno presentati libri e autori, premiati i poeti del concorso “Valigie rosse” e tanti altri eventi. Come l’ormai rituale omaggio a Piero Ciampi alla sua tomba, al cimitero della Misericordia, come un simpatico saluto musicale tra le finestre di Ciampi e Modigliani (entrambi abitavano in via Roma) con la Banda Città di Livorno, Beppe Scardino e Tony Cattano. Infine l’arte, nel senso figurativo , progettuale, multimediale. Ciampi, in versi e movimenti, foto e colori, rivivrà tra lo studio 70mq (via Poggiali) e il centro Mercemarcia in via del Platano.
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