Il Tirreno

Livorno

il laboratorio dell’arci 

Gatta Buia, là dove i detenuti fanno le borsine di Dedo

Flavio Lombardi
Gatta Buia, là dove i detenuti fanno le borsine di Dedo

Si tratta di una realtà nata per l’inclusione sociale Solimano: «Per noi è motivo di orgoglio essere presenti dentro il grande evento di Modì»

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L’attività del laboratorio “Gatta Buia” si presenta. È una realtà nata in carcere ma poi trasferita ai locali dell’Arci di Livorno in via Maria Terreni.

E con essa, anche la dimostrazione pratica di come si producono le “shopper”, cioè le borsine in pura canapa, che fanno parte dei prodotti di merchandising venduti per la mostra di Modigliani. «Siamo contenti non solo per il successo che ha avuto l’aspetto commerciale – dichiara il presidente dell’Arci Marco Solimano – ma anche perché si tratta di una realtà nata per l’inclusione sociale che si occupa di persone che si misurano con i percorsi della detenzione e post detenzione o di giustizia riparativa. Si è entrati insomma, in una operazione straordinaria sotto il punto di vista culturale di questa città».

La mostra di Modigliani ha reso a Gatta Buia ulteriore visibilità e la Regione ha appena riconosciuto il valore di questo sforzo, concedendo un contributo economico che consentirà al laboratorio la totale autonomia produttiva per la stampa ad alta definizione. Una macchina dal costo di 3 mila euro, il cui assegno arriverà in un mese circa. Niente più lavori esternalizzati quindi. A fare i complimenti a questo ulteriore scatto in avanti di Gatta Buia, il sindaco che ha anche provato, con successo, a stampare lui stesso una “shopper” con la Fillette en Bleu.

Pressa calda, presi i punti di riferimento per la giusta centratura, temperatura 180 gradi e piastra sul tessuto per 25 secondi. Poi, lo sfoglio della pellicola e l’immagine perfetta. Pronta per una qualità eccellente che convinse Sillabe, la concessionaria merchandising per Modigliani, a scegliere Gatta Buia sul resto della concorrenza per questo singolo prodotto.

Salvetti, entusiasta. «Si parla di un mondo per il quale Arci sta facendo cose belle e sono soddisfatto di tutto questo. E le “shopper”, sono solo un esempio. Scelte per l’alta qualità delle immagini, unite al grande valore sociale di poter coinvolgere dei detenuti e il loro reinserimento. Nessun regalo, tuttavia. C’è stato un attento vaglio, e quel che Gatta Buia ha ottenuto, se l’è meritato sul campo».

Chiude Solimano. «Per noi è motivo di orgoglio essere presenti con un piccolo ruolo all’interno di uno dei più grandi eventi degli ultimi anni organizzati a Livorno. Speriamo che questa visibilità sia foriera di altre situazioni. Tutto ciò dà un grande valore alla missione che si propone Gatta Buia. Negli ultimi cinque anni, oltre cento persone sono passate attraverso storie diverse per lunghi o brevi periodi dal nostro laboratorio. Siamo una associazione senza finalità di lucro, siamo in convenzione col Tribunale di Livorno e titolati a fare accoglienza. I risultati, giungono grazie anche alle contaminazioni coi nostri volontari e dei ragazzi che svolgono il servizio civile». —

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