Il Tirreno

Livorno

l’ex ministro in visita ai bottini dell’olio 

Valdo Spini alla mostra su Modì «Giusto che la città ne sia fiera»

Simone Fulciniti

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. «Una città fiorente, con una grande storia, un’apertura cosmopolita, che oggi si presta benissimo ad un rilancio culturale e d’immagine».

Con queste parole l’ex ministro Valdo Spini saluta Livorno, prima di entrare, insieme alla famiglia, a visitare la mostra “Modigliani e l’avventura di Montparnasse”. Al museo della città è accolto dal sindaco Luca Salvetti, e dall’assessore alla cultura Simone Lenzi, estremamente soddisfatti per l’affluenza da record degli ultimi giorni. Spini racconta di aver conosciuto la figlia del pittore Jeanne, e di conservarne uno speciale ricordo. «Nacque nel 1918, e due anni dopo, rimasta orfana, venne affidata alla sorella di Amedeo, Margherita, con la quale trascorse l’infanzia a Livorno. A Firenze, si laureò in storia dell’arte, ed entrò in contatto con l’ambiente che frequentava mio padre. Poi scappò in Francia a causa delle leggi razziali, e vi morì nel 1984. In uno dei suoi viaggi fiorentini, mio padre me la presentò». Una vita straordinaria. «Prese parte alla resistenza francese – prosegue l’ex ministro –, fu arrestata dalla Gestapo; se la vide brutta, ma per fortuna riuscì a sopravvivere. Non tutti sanno che aveva anche un soprannome: la’Nannoli’. Senza le leggi razziali, probabilmente sarebbe vissuta a Livorno». La passione per Modì, viene dunque da lontano. «Un artista, che ho sempre trovato estremamente interessante. Specialmente nel suo rapporto tematico con le donne, e con Jeanne Hebuterne, che si uccise per amore. Fu lasciato morire in miseria: sotto il suo letto d’ospedale trovarono scatolette di sardine, delle quali si andava nutrendo. Che un genio del genere sia finito così, è una cosa che provoca sdegno ancor oggi, e suscita volontà di riparazione». La rilevanza di Livorno. «Certamente Parigi fu importante, ma credo che la matrice livornese, sia stata fondamentale. È giusto che la città la rivedichi». Ed infine l’annuncio di una novità editoriale. «Per iniziativa del consolato generale dell’Italia a Parigi, è in corso di stampa un volume sugli italiani famosi, sepolti al cimitero Pere Lachaise; destinato, considerando il patrocinio, ad una bella circolazione. Naturalmente uno di loro è Modigliani, e la parte che lo riguarda è stata scritta da un bravo giornalista: Massimo Nava» . Il libro sarà disponibile dal 20 gennaio, e verrà presentato il 7 febbraio a Parigi, il 10 a Roma, e intorno al 15 a Livorno. Nel frattempo la gente continua ad arrivare ai Bottini’, i numeri s’impennano, ma l’assessore conferma che non ci saranno proroghe: il 16 febbraio sarà l’ultimo giorno, e poi, i capolavori, voleranno in Messico. —

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di Redazione web