Gioco
La prima nata a Livorno arriva dopo 27 ore. Si chiama Olimpia e viene da Pisa
Mamma Katia e babbo Alessandro abitano a Tirrenia ma lavorano a Livorno: lei insegna nuoto e lui è tecnico. Anche il primo figlio è nato nella nostra città
LIVORNO. Le vicende di Livorno e di Pisa si dimostrano sempre più intrecciate anche quando si parla di bebè: se lo scorso anno il primo livornese era nato a Pisa (come accade non di rado), stavolta la prima neonata a esser venuta alla luce all’ospedale di Livorno è di una famiglia pisana di Tirrenia. Il primo vagito datato 2020 nel reparto maternità di viale Alfieri è stato quello di Olimpia, una simpatica frugoletta di 2,950 chilogrammi nata prima dell’alba di ieri, per la precisione alle ore 3,20. Eccezion fatta per il 2011, a Livorno erano almeno vent’anni che non accadeva che l’intera giornata di Capodanno passasse senza neanche una nascita: la dimostrazione tangibile della tendenza consolidata alla netta diminuzione del numero dei neonati, così come attestano un anno dopo l’altro le statistiche contenute nelle relazioni sanitarie della maxi-Asl della Toscana Nord Ovest.
Olimpia è venuta ad allietare la famiglia di Katia Raneri e Alessandro Anguzza, trentasettenne lei e trentaseienne lui, già genitori di Tommaso, tre anni, anch’egli venuto alla luce all’ospedale livornese. Dipende dal fatto che, nello specifico, la gravidanza è stata seguita da uno specialista livornese ma è una famiglia che gravita su Livorno anche per motivi di lavoro: mamma Katia ha sempre vissuto in territorio pisano ma di professione fa l’insegnante di nuoto sincronizzato e lavora nelle piscine labroniche Bastia e Camalich; babbo Alessandro è originario della Sicilia occidentale, nella fattispecie di Mazara del Vallo, e da una decina d’anni è venuto a vivere in Toscana, lavora come tecnico degli ascensori per la Otis che aveva sede a Livorno e ora l’ha trasferita in provincia di Pisa, a Vecchiano, ma lui è rimasto a occuparsi degli impianti dell’area livornese.
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