Il Tirreno

Livorno

zona via palestro 

Canna fumaria ko, rischia di rimanere intossicata in casa

Chiama i vigili del fuoco perché qualcosa non funziona: appena entrano nell’abitazione, scatta l’allarme monossido 

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LIVORNO. Non era polvere quel pulviscolo che si era depositato su alcuni oggetti all’interno della casa: era fuliggine. Fortuna che se ne è accorta e si è insospettita così da rivolgersi ai vigili del fuoco per compiere un controllo e capire cosa stava accadendo.

Sarebbe bastato tardare qualche ora e la perdita della canna fumaria si sarebbe probabilmente trasformata in una letale fuga di gas con il monossido di carbonio che avrebbe saturato le stanze con conseguenze che è facile immaginare. Anche perché, secondo quanto è stato possibile ricostruire, a un certo punto all’interno dell’abitazione si è diffuso del fumo e la donna ha preso ad accusare una certa qual sensazione di malessere.

È quel che è accaduto nel tardo pomeriggio del giorno di Capodanno a una pensionata che abita in via Santelli, in un palazzo di quattro piani nei pressi dell’angolo con via Palestro, a breve distanza da piazza San Marco.

Dopo la richiesta di intervento alla centrale operativa della caserma di via Campania è stata inviata una squadra di vigili del fuoco per effettuare un sopralluogo: appena la squadra è entrata in casa, è scattato l’allarme dei rilevatori della presenza di gas.

La donna era cosciente e presente a sé stessa ma il malessere era peggiorato ed era accompagnato da un brutto mal di testa. È per questo che i vigili del fuoco hanno chiamato la centrale operativa del 118 per chiedere l’invio di una ambulanza. I volontari della Misericordia di via Verdi l’hanno trasportata al pronto soccorso dell’ospedale di viale Alfieri per compiere accertamenti: aveva inalato monossido di carbonio e bisognava metterla sotto osservazione per capire a che punto fosse arrivata l’intossicazione e cosa occorresse fare.

Nel frattempo il sopralluogo dei vigili del fuoco ha portato a capire che il problema era stato causato da un difetto di tenuta in una delle due canne fumarie dell’edificio, probabilmente era tutta colpa di una crepa.

È stato predisposto il divieto di stare all’interno dell’appartamento e per metà dei condomini è scattata la diffida all’accensione del riscaldamento: sono quelli degli alloggi allacciati alla canna fumaria mal funzionante (l’abitazione della donna intossicata invece è all’ultimo piano e scarica direttamente all’esterno).

Fino a quando? La diffida – viene spiegato dal quartier generale dei vigili del fuoco – sarà tolta dopo l’intervento di una ditta specializzata che dovrà scoprire il punto in cui la canna fumaria risulta fessurata e dunque provvedere a ripararla. I vigili del fuoco ne hanno inviato comunicazione sia all’amministratore del condominio che all’Asl e agli organismi incaricati dei controlli. –

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di Redazione web