Il Tirreno

Livorno

Nuova raffineria, sì al lavoro chiedendo tutela per l’ambiente

La controreplica della curia dopo l’attacco delle “magliette bianche” per le parole del vescovo sulla realizzazione dell’impianto a Stagno  

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LA POLEMICA

Nell’enciclica “Laudato Si’” papa Francesco «propone una ecologia che salvaguardi tutto l’ambiente, uomo compreso che abita l’ambiente» per tutelare la persona «dal concepimento al termine della sua esistenza biologica». Ma dentro l’esistenza umana una parte rilevante «ce l’ha anche il lavoro». È per questo motivo che «al lavoro, a nuovi possibili 120 posti di lavoro, va detto sì, ma non certo in maniera incondizionata, bensì chiedendo il pieno rispetto delle leggi dello Stato senza alcuna deroga, perché il diritto alla salute è anch’esso un bene primario». La curia diocesana risponde così al movimento delle “magliette bianche”, che aveva manifestato perplessità per l’intervento del vescovo Simone Giusti che, nell’incontro di lunedì scorso per lo scambio degli auguri, aveva detto che per la nuova raffineria va chiesta «ogni garanzia» a tutela dell’ambiente ma «va fatta».

Il vescovado interviene con una nota sul giornale on-line della diocesi ricordando che «già nell’ambito della conferenza il vescovo aveva ricordato che comunque il nuovo progetto avrebbe dovuto sottostare a tutti i criteri di legge con la massima tutela per i cittadini e per l’ambiente».

Nel proprio attacco le “magliette bianche” – che si batte per la bonifica dei siti inquinati –– chiedono al vescovo due cose: la prima è la messa a disposizione delle informazioni riservate sulla base delle quali il vescovo ha formulato il proprio giustizio, la seconda è un confronto pubblico.

Cosa risponde il quartier generale della Chiesa livornese? La curia tiene a precisare che «monsignor Giusti in merito alla nuova raffineria che potrebbe essere realizzata nell’area Eni di Stagno, non ha notizie diverse da quelle che posseggono le autorità del territorio livornese e conosciute da tutti». Quanto al confronto pubblico, viene sottolineato che «il vescovo si rende disponibile a partecipare a incontri e dibattiti quando sarà reso noto il progetto esecutivo per il nuovo stabilimento». Aggiungendo poi una frecciata contro la “cultura del no”: «Non conoscendo ancora il progetto esecutivo e quindi non sapendo se esso potrà essere nocivo, non si può essere contrari a priori! Altrimenti si tratterebbe di pura contrarietà ideologica, non certo ecologia integrale sostenuta da papa Francesco». —



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