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Mettiamoci in viaggio

Fabrizio Brancoli
Mettiamoci in viaggio

Andremo a vedere un nuovo decennio, non sappiamo che cosa ci aspetta. Dieci anni fa gli smartphone erano dei gadget: ce li avevi oppure no. Oggi sono delle protesi, condizionano le nostre posture e la nostra psiche

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Facciamo la valigia perché stiamo per partire e il viaggio sarà impegnativo. Andremo a vedere un nuovo decennio, non sappiamo che cosa ci aspetta e forse è bene così. Dieci anni fa, per dire, gli smartphone erano dei gadget: ce li avevi oppure no. Oggi sono delle protesi, condizionano le nostre posture e la nostra psiche. Tra dieci anni gestiremo cose diverse. E forse non saranno veramente delle “cose”; magari saranno ologrammi e nanotecnologie, forse stiamo per rompere altri diaframmi sociali per addentrarci nei terreni dell’immaterialità.

Si chiudono gli anni Dieci – anche se non li abbiamo mai chiamati così – e ci consegnano un bagaglio di parole, motori della comunicazione umana. Selfie, per esempio: è stato calcolato che i selfie uccidono, più degli squali. Poi ci sono vocaboli del passato, che decideranno il futuro. La parola “clima” approda nei nostri dibattiti (finalmente) dal greco antico: significava inclinazione e piano piano ha designato la posizione di un luogo rispetto all’asse terrestre. Clima, cinque lettere, proprio come il nome Greta. A Time, che l’ha indicata come personaggio dell’anno, Greta Thunberg ha detto che la rivoluzione più grande è arrivata nei primi giorni della sua protesta, quando davanti al Parlamento svedese un ragazzo si è seduto accanto a lei. «Siamo passati da uno a due». Le cose che funzionano sono quelle che si fanno insieme.

I giornalisti del Tirreno, nelle varie città, hanno scritto articoli intitolati “2030”: lì hanno indicato una priorità per il nuovo decennio nel loro territorio. Sono dodici pezzi. Parlano di ambiente, infrastrutture, turismo, trasporti, di un sindaco di origini straniere, di un bacino termale, di un fiume e di uno stadio. Ricorre un aggettivo: “sostenibile”. Ricorre un sostantivo: il lavoro.

Le parole che scelgo sono quattro: idee, coraggio, umanità, identità. Scommetto che non sono quelle che selezionereste voi: ognuno ha le proprie. Trovatene altre, trovate le vostre. E mettiamoci in viaggio.



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