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Pranzo di Natale record per Sant’Egidio in 741 a tavola tra bisognosi e volontari
Sono state necessarie due sedi per ospitare l’evento che si è svolto nella chiesa di San Giovanni e alla Circoscrizione 1
solidarietà
Oltre 700 persone, 741 per l’esattezza, sono state ospiti del tradizionale pranzo di Natale organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio di Livorno, che si è svolto in più sedi, tra la chiesa di San Giovanni in via Carraia, vicino al porto, e nei suoi locali limitrofi, e la sala del centro civico comunale dell’ex Circoscrizione 1 nel quartiere Corea.
Apparecchiature allegre e addobbi dai colori natalizi, lasagne, arrosti, dolci, il tutto preparato nei giorni precedenti dai tanti amici della Comunità, che riunisce persone più disparate, in modo tale da non distinguere più chi assiste e chi è assistito, perché “è il lavoro di mille mani che fa la grande opera”.
A tavola e a servire i piatti, tanti amici conosciuti e coinvolti durante l’anno nelle molteplici attività della Comunità, dalle cene in strada alla scuola di italiano per profughi, fino alla scuola della Pace per i bimbi delle scuole Benci e Micheli: poveri, senza dimora, rifugiati, anziani soli, famiglie in difficoltà, tanti bambini, senza distinzione di religione o nazionalità, e tante persone che hanno voglia di prestare un po’ del proprio tempo per gli altri, in modo che tante solitudini si facciano “famiglia”, il giorno di Natale ma non solo.
Il pranzo di Natale è infatti il frutto del lavoro e dell’amicizia di un anno, immagine bella ma non romantica: un’idea di città fondata sull’accoglienza e non sull’emarginazione della povertà, sulla pratica della solidarietà come una via umana di progresso per la vita di tutti, un gusto umano, quello di vivere in maniera aperta, generosa, operosa per il bene di tutti.
Luca Salvetti, presente al pranzo di Natale per la prima volta in veste di sindaco, ma che già da diversi anni ne ha seguito la crescita come cronista di Granducato Tv, ha ricordato quanto lo avessero colpito i primi pranzi a San Giovanni e «lo sviluppo delle reti di amicizia e di solidarietà che nel tempo hanno restituito dignità e serenità a tante persone e tante famiglie».
«Livorno - ha detto il sindaco - è una città in cui si può vivere insieme nonostante le differenze e le difficoltà, con tanti colori, tante espressioni diverse, questo è il suo volto».
Il vescovo Simone Giusti come ogni anno ha voluto essere presente per un saluto e un augurio: «La cosa più bella che vediamo oggi, così espressiva del luogo che oggi ci accoglie, è la comunione.
Un modo di vivere e di sentire che è tanto raro oggi eppure così necessario; del resto è proprio nello Spirito di Sant'Egidio questa capacità di avvicinare chi magari è lontano, di raccogliere intorno a una tavola, dove guardandosi in faccia e scambiando qualche parola, cresce la condivisione, la familiarità e poi la comunione».
Una festa vissuta col sorriso, nonostante le difficoltà vissute da tutti gli ospiti del pranzo, per la quale la Comunità di Sant’Egidio di Livorno rivolge un ringraziamento particolare a tutti coloro che a diverso titolo hanno contribuito a realizzare non solo il pranzo di Natale ma anche per coloro che in tutto questo anno con il loro lavoro quotidiano lo ha reso possibile.
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