Il Tirreno

Livorno

IL CONTRO-BILANCIO DELLE OPPOSIZIONI/1 

«Più lavoro puntando sulle partecipate»

Gianni Tacchi

Buongiorno Livorno: la svolta nelle aziende comunali facendo entrare i lavoratori nei consigli d’amministrazione 

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Livelli di disoccupazione altissimi, poche opportunità lavorative, crisi evidente in diversi settori. Ma come provare a rimettere in moto questa città? Secondo il capogruppo di Buongiorno Livorno, Marco Bruciati, «la giunta dovrebbe partire facendo leva sulle partecipate», che possono rappresentare «un bacino occupazionale se ben gestite».

Fine anno, tempo di bilanci (o anche di contro-bilanci) e di voglia di guardare al futuro. Bungiorno fissa lo sguardo sul tema del lavoro.

«Serve il risanamento di alcune partecipate municipali e la riorganizzazione di altre», dice Bruciati, che punterebbe sulla «reinternalizzazione dei servizi» e sui «piani assuntivi per coprire le mancanze». «Ovviamente il consiglio comunale è limitato nel creare posti di lavoro – aggiunge – mentre la giunta, riorganizzando quello che ha, può favorire un netto miglioramento a livello occupazionale. Tra gli atti che presenteremo nel 2020 ci sarà anche la proposta di rivedere il regolamento delle partecipate: il nostro obiettivo è quello di inserire una rappresentanza dei lavoratori in ogni consiglio di amministrazione, in modo tale da abituare i manager a una gestione diversa. Penso ad Aamps, alla Fondazione Goldoni…».

IL CASO DEI PARCHEGGI

L’altra consigliera di Buongiorno Livorno, Valentina Barale, fa anche un esempio di servizio da reinternalizzare: la gestione dei parcheggi a pagamento, ora in concessione alla Tirrenica mobilità. «Abbiamo la Spil che potrebbe occuparsi di tutto, perché dobbiamo regalare soldi alla Tirrenica?», si chiede Barale. «Stiamo parlando di un servizio che genera profitto, soldi che potrebbero essere reinvestiti per i cittadini. Gli amministratori si sono liberati di tutto, ora è il momento di riprenderci tutto». E qui Barale tira fuori il caso del servizio bus finito in mano ai francesi. «Ormai è una battaglia persa – allarga le braccia – quella sarà anche una buona azienda, ma il nostro territorio non guadagnerà un euro da questa operazione. È così che un’amministrazione perde la capacità di incidere sulla vita dei cittadini. Se un bus salta una corsa, a chi si rivolge l’utente? All’ufficio di Parigi?».

NO ALLA BIORAFFINERIA

Lavoro e anche ambiente nell’agenda 2020 di Buongiorno Livorno, con particolare attenzione al progetto della bioraffineria Eni. «Noi siamo contrari, è ovvio – prosegue Barale – ci sarebbe un incremento notevole delle emissioni nocive, qualcosa che la città di Livorno non può permettersi. Ci aspettiamo una posizione chiara da parte della giunta. Eni è italiana, è statale: i partiti locali devono fare pressione a livello nazionale per dire no a questo progetto. Siamo stati la pattumiera della Toscana per anni, ora basta».

E proprio sull’ambiente, BL chiede «politiche serie anche a livello locale, per esempio ordinanze sull'imballaggio e sulla grande distribuzione».

«In fondo il discorso è molto semplice - chiude la consigliera comunale Barale - meno rifiuti produci, meno Tari paghi. Ormai le tematiche ambientali sono centrali, dovrebbero essere sempre la priorità». «Siamo una voce fuori dal coro, siamo totalmente liberi di dire cosa ci piace e cosa no. E questo è molto importante per rappresentare la città», dice Bruciati rivendicando ildisienteresse rispetto alle logiche dei partti nazionali. —

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