Gioco
Comune, la missione è recuperare 18 milioni di tasse con 4 addetti in più
Solo dalla Tari 2 milioni in più: «Incroceremo i dati» Ma le opposizioni attaccano: «Stime ottimistiche»
18 milioni di entrate andando ad acciuffare chi non paga Imu, Tari, Cosap, pubblicità e così via… sono una posta cruciale per l’economia dei conti municipali. Premesso che il bilancio 2020-2022 - discusso ieri in consiglio - incassa 17 voti favorevoli, 3 contrari e un astenuto e taglia il primo traguardo, il nodo politico sta qui. Com’è possibile prevedere un raddoppio del gettito ed una cifra così massiccia dal recupero dell’evasione?
Se la giunta assicura che non si tratta affatto di stime generose, ma di obiettivi tecnicamente realizzabili, le opposizioni attaccano quello che si definisce “ottimismo irrealistico di stampo adolescenziale” (copyright Stella Sorgente, M5S). Perché i soldi ripresi da chi non paga le tasse sono determinanti per finanziare investimenti e servizi. E su questo non ci piove. Solo che le minoranze esprimono dubbi sull’efficacia delle misure in campo. Lo dice la capogruppo Sorgente, lo ribadisce Andrea Romiti (FdI) che domanda: «Ma come farete?», lo sottolinea anche Valentina Barale (Buongiorno): «8 milioni in più? Mi pare un dato abbastanza spinto». Per capire, solo dalla Tari, nel 2020, l’amministrazione comunale conta di intascare 4 milioni (il doppio di quanto stabilito quest’anno), ma le stime al rialzo riguardano anche le altre partite, come l’imposta sulla seconda casa e quelle che gravitano sul commercio.
Chiarisce il meccanismo Viola Ferroni, assessore al Bilancio, che indica tre strumenti di azione. «Intanto – dice – potenzieremo il personale degli uffici con 4 nuove unità». Si tratta – spiegherà poi Ferroni fuori dall’aula – di nuove figure professionali del pacchetto di assunzioni che il comune sta facendo (172 in 3 anni). L’incremento dell’organico andrà di pari passo con l’acquisto di un nuovo software in grado di accelerare i processi di verifica. In ultimo, ma non meno importante, la riorganizzazione del Cur, il centro unico di riscossione (era uno degli obiettivi della giunta Cosimi). «Siamo consapevoli – dice Ferroni – che per scovare chi non ha pagato serve l’analisi e l’incrocio del flusso dei dati, oltre alla capacità di interpretare i dati». Al netto delle polemiche che hanno aperto la seduta di ieri (la vicenda del funzionario indagato e degli atti da lui firmati e il caso dei pareri dei revisori consegnati in ritardo) il consiglio comunale si è acceso anche su alcune scelte amministrative della giunta. Che ha evidenziato una spesa sociale “cresciuta di 400.000 euro” – ricordava Ferroni – su 5 milioni di investimenti nella cultura, risorse destinate all’ambiente, 23 per decoro urbano e lavori pubblici, 21 milioni per la mobilità. Per Aurora Trotta (Potere al Popolo) sul sociale si poteva “avere più coraggio”, mentre Romiti ha definito “una follia” il raddoppio della tassa di soggiorno che “con le 400.000 euro di tassa d’ingresso sui bus turistici, porta il prelievo a 800.000 euro”. “Così il Pd distrugge definitivamente il futuro della nostra città”. Contestate, dai banchi dell’opposizione, anche le previsioni sulle presenze della mostra di Modì mentre Sorgente (M5S aveva presentato due emendamenti al bilancio) ha imputato al sindaco di “attendere il 2023 per non rinnovare l’aia all’inceneritore, quando in campagna elettorale si era impegnato a spengere l’impianto nel 2021”. Ed ha invitato a “mettere qualche riga sull’Eni perché la bioraffineria, di fatto, sarà un gassificatore”. Dura anche Vaccaro (Lega): «troppo poco sul recupero delle periferie, sulla sicurezza. Serviva una visione. E qui non c’è». E Barale (Buongiorno) ha anche invitato la giunta a pensare ad un’aliquota Irpef “progressiva e non unica dello 0,8 per cento”.
Di risposta, dai banchi della maggioranza, Cristina Lucetti (Pd) ha fatto notare “una netta discontinuità con l’amministrazione precedente per le scelte su cultura, giovani, scuola, sociale”, mentre Piero Tomei ha sottolineato come “negli ultimi 5 anni si era aumentato il più possibile, ricorrendo, laddove non si arrivava, anche agli stalli blu”. E ha suggerito di valutare “l’abbassamento delle rette scolastiche”. Il capogruppo Pd Fenzi, ha difeso la visione di un’amministrazione impegnata “a spendere, e spendere bene”. Mentre Talini (Futuro), in risposta ai 5 Stelle sulle stime di recupero dell’evasione, “ha ricordato come queste siano uno strumento di bilancio previsto a tutti i livelli, anche dal governo”. Il voto - con Lega, FdI e M5S fuori dall’aula per protesta - non ha riservato sorprese. Salvetti commenterà: «Niente seduta fiume, sono bastate 5 ore». —
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