Il Tirreno

Livorno

i primi bandi a febbraio 

Assunzioni in Comune: 43 nel 2020, 172 nel triennio

Assunzioni in Comune: 43 nel 2020, 172 nel triennio

Palazzo Civico per la prima volta non arriva a mille dipendenti: in cerca di vigili urbani, impiegati, insegnanti e educatori per asili, informatici e assistenti sociali

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LIVORNO. Per la prima volta in questi giorni il Comune di Livorno avrà meno di mille dipendenti: 982, per esser precisi. Sessantasei in meno rispetto ad appena dodici mesi fa e 219 in meno rispetto a quelli che erano in organico nel giorno di Capodanno di quattro anni fa. In pratica, ne è sparito quasi uno su cinque. E se guardiamo all'indietro la costante tendenza al calo dalla metà degli anni '90 è tale che in 25 anni il numero dei dipendenti è dimezzato. Non solo: alla metà del decennio precedente i lavoratori comunali erano 2.105...

Secondo il dossier dell'assessorato relativo allo schema di bilancio le assunzioni erano state 11 nel 2015, 24 l'anno successivo, 17 nel 2018 e 62 lo scorso anno. E adesso? A fronte delle 57 assunzioni (che però arriveranno il prossimo anno) si contano 123 lavoratori che hanno lasciato il Comune.

Sono 40 le assunzioni previste nel piano per il 2020. Da segnalare anche che i bandi relativi a tre posti dirigenziali sono attualmente aperti: uno per la polizia municipale, uno per il settore “Sviluppo, valorizzazione e manutenzioni” e il terzo per le attività culturali (oltre a musei e Goldoni): domande entro il 2 gennaio.

Lo slittamento al quale abbiamo fatto cenno più gli ingressi di altre figure provenienti dal piano 2019 faranno impennare a quota 113 le assunzioni che si realizzeranno effettivamente nei prossimi dodici mesi. Quanto al 2021 il piano ne mette in lista 32, per l'anno successivo altre 27.

L’assessora al personale Viola Ferroni mette giù una sfilza di numeri: 57 nuovi addetti in arrivo dallo stralcio del piano di assunzioni in vigore (sono in fase conclusiva i concorsi lanciati dalla giunta M5s per amministrativi e geometri quando ormai il mandato era agli sgoccioli). Ad essi vanno aggiunti i 172 futuri dipendenti municipali il cui ingresso è nero su bianco nel piano che copre il triennio 2020-2022. In tutto, 229 assunzioni nel giro di tre anni: ma – avverte Ferroni – siamo praticamente al rimpiazzo del turn over.

«Ci siamo ritrovati con i progetti da far partire e gli uffici sguarniti o stremati», dice il sindaco Luca Salvetti: «Abbiamo messo in pista un robusto piano di assunzioni, ma è difficile che sia sufficiente. La riprova? Pisa non arriva a 90mila abitanti e ha 750 addetti comunali, noi non ne abbiamo molti di più eppure abbiamo quasi il doppio dei residenti».

Quali sono le figure cercate? Ferroni indica soprattutto informatici, insegnanti e educatori per nidi e materne, diplomati e laureati per la polizia municipale, assistenti sociali e amministrativi. Quando i primi bandi e le prime scadenze? «Contiamo di farcela prima di primavera, speriamo febbraio», precisa Ferroni.

Nasce da due aspetti l’emorragia di dipendenti concentrata in quest’ultimo periodo, dicono a Palazzo Civico: da un lato, il rigonfiamento degli organici del Comune era avvenuto poco più di trent’anni fa e ora fa giungere all’età della pensione un “esercito” di dipendenti tutti insieme o quasi; dall’altro, l’effetto di quota 100 accentua questo fenomeno. Ma per Ferroni c’è anche un terzo elemento: «Niente polemiche ma questi fenomeni non sono fulmini a ciel sereno: si fronteggiano con una programmazione degli ingressi e l’amministrazione precedente non l’ha fatto». —



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