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Rapinò due sorelle in piazza Mazzini: in carcere un 45enne
LIVORNO. Aveva strappato la borsa di una donna, mentre la complice prendeva a pugni la sorella che tentava di difenderla. È finito in carcere dopo quattro mesi un cittadino tunisino di 45 anni, che lo scorso 11 agosto in piazza Mazzini scese da un Honda Sh rubato e, insieme a una giovane, rapinò le due donne di 70 e 64 anni che avevano appena cenato in un ristorante di Borgo Cappuccini. I due erano poi fuggiti insieme in scooter: lei, però, non si sa chi sia.
Dopo mesi di indagini gli agenti della Squadra mobile della questura – guidati dalla vicequestore aggiunto Valentina Crispi e dalla sua vice Sabrina Vivaldi – sono riusciti a rintracciare l’uomo a Lucca, dove nel frattempo si era trasferito. La sua identità non è stata resa nota dagli inquirenti. L’indagine è stata coordinata dalla pm Sabrina Carmazzi, che ha chiesto e ottenuto la misura cautelare al giudice per le indagini preliminari Marco Sacquegna.
Il bandito con un casco era sceso dal motorino per rapinare le due sorelle in piazza Mazzini. Era un sabato sera. I “Falchi” della Squadra mobile mercoledì lo hanno arrestato. L’uomo, con un casco da motociclista, con l’aiuto della giovane si era avvicinato alle due donne, originarie di Reggio Calabria, afferrando la borsa che una delle due teneva fra le mani e, avendo quest’ultima opposto resistenza, l’ha strattonata facendola cadere a terra per poi fuggire verso la complice che lo attendeva sullo scooter rubato. Quest’ultima, nella concitazione, cadeva dal motorino e perdeva il casco. La sorella, approfittando della situazione, ha tentato di riprendere la borsa, ma la donna l’ha colpita alla testa facendola cadere. Dopo l’aggressone ha perso i sensi, riprendendo conoscenza solo dopo essere stata soccorsa e trasportata in ospedale.
In piazza Mazzini gli agenti delle volanti avevano trovato perfino un coltello a serramanico, mai usato ma perso dal quarantacinquenne dopo la colluttazione. Gli accertamenti seguenti, anche tramite l’acquisizione dei filmati registrati dalle telecamere del Comune, hanno permesso di appurare che l’Honda Sh era stato appena rubato. Dopo qualche ora è stato sequestrato in un cortile del quartiere Garibaldi e grazie alla polizia scientifica di Roma si è poi giunti all’identificazione dell’autore del reato. Fondamentali le impronte digitali: l’uomo è ora accusato di concorso in rapina, lesioni ai danni di entrambe le sorelle, ricettazione del motoveicolo e porto ingiustificato di coltello. —
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