Gioco
Mostra su Doudelet che incanta esposizione aperta fino a marzo
Intitolata a uno dei maestri del simbolismo, è un’esposizione unica in Italia ed è curata da Francesca Cagianelli
COLLESALVETTI. Tra gli avvenimenti senz’altro più importanti nell’ambito del panorama espositivo del nostro territorio, figura la mostra “L’incanto di Medusa: Charles Doudelet, il più geniale interprete di Maeterlinck tra il Belgio e la Toscana”, promossa dal Comune di Collesalvetti, ideata e curata da Francesca Cagianelli, in collaborazione con Fondazione Livorno, in corso alla pinacoteca comunale Carlo Servolini fino al 12 marzo 2020 (tutti i giovedì, ore 15,50-18,30).
Presieduta da un comitato scientifico composto da Giuseppe Argentieri, Maurice Culot, Francesca Cagianelli, Dario Matteoni, William Pesson, la mostra, la prima in assoluto realizzata in Italia, è intitolata ad uno dei più prestigiosi maestri del Simbolismo belga.
Autrice della prima monografia esistente dell’artista, dal titolo Charles Doudelet, pittore, Francesca Cagianelli è l’antesignana della riscoperta e valorizzazione della straordinaria personalità di Doudelet in Italia, avendo reso noti per la prima volta alcuni esemplari del ciclo di litografie realizzate all’alba degli anni Venti, una tiratura delle quali è conservata presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, oggi esposte per la prima volta in anteprima alla Pinacoteca Comunale Carlo Servolini, nonché le lettere del maestro belga indirizzate all’amico Benvenuto Benvenuti. A troneggiare nella mostra l’inedito e monumentale pannello decorativo (uno dei quattro capolavori pittorici di Doudelet conservati in Italia), Idillio Troubadour (1908-1912), con ogni probabilità proveniente da Villa Medusa, regale, quanto misteriosa residenza antignanese del maestro belga (Livorno, via Fraschetti, 15), e quindi, al momento del ritorno dell’artista in Belgio, lasciato in deposito presso l’amico Benvenuti, residente anch’egli ad Antignano e protagonista del cenacolo divisionista livornese, non a caso nominato nel 1920 erede testamentario di Vittore Grubicy de Dragon. Sarà possibile ammirare poi l’evocativa e poderosa tiratura bronzea della scultura di Doudelet, “Ritratto maschile”. —
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