Gioco
Fabio Forti è mister forno a legna «Qui usiamo farine di grani antichi»
Livorno, da dipendente a imprenditore, insieme alla moglie Martina gestisce la pizzeria di via Garibaldi
LIVORNO. Quattordici anni da dipendente. Poi tre anni fa Fabio Forti, insieme alla moglie Martina Tabani che in quel momento era senza lavoro, hanno detto basta. E sono diventati le mani, i segreti, il cuore e la passione del locale di via Garibaldi 355/A.
Pizza e torta Forti è il regno dei sapori sfornati dalla coppia. «Andavamo a scuola insieme all’Alberghiero di Castiglioncello: abbiamo sempre avuto esperienze comunque nel campo della ristorazione prima di metterci in proprio», racconta lui che oggi ha 33 anni. Anzi, entrambi hanno la stessa età. È una bella storia d’amore e professionale la loro, che si sono conosciuti sui banchi di scuola e poi hanno deciso di condividere la vita e il lavoro.
«Non avrei mai preso una pizzeria senza forno a legna: per me è tutto, mantiene i sapori e i profumi di una volta che una vera pizzeria deve mantenere», sottolinea Mr forno a legna. Quasi ci parla quando inforna le sue creazioni in quel locale con una trentina di posti a sedere d’inverno dove si fanno merende, cene, pizze da asporto sul posto, oppure a domicilio (d’estate col giardino si possono ospitare altre 40 persone fuori). «Bisogna ricordare che ogni forno a legna è diverso e ognuno cuoce alla sua maniera».
Le pizze sono in teglia «Le classiche dei vecchi tortai, con diametro 28», ci scherza su.
Nel menù di Forti ci sono ben 42 pizze fisse, più a sorpresa i fuori menù. «La nostra caratteristica è quella di usare farine di grani antichi coltivati a Peccioli: voglio che le mie pizze abbiano i sapori della terra e i clienti apprezzano molto questo aspetto». E ribadisce un fatto: «Ora queste farine sembrano andare di moda, ma voglio ricordare che ci sono sempre state».
Pizze classiche a parte, ecco che tra le “fuori menù” va forte “La duchessa”: base di vellutata di zucca, pancetta e burrata affumicata.
Che dire della Patanegra con lardo Patanegra, scarola stufata e taleggio biologico.
«Come nascono le fuori menù? Io preparo la novità e tutti qua dentro assaggiano: poi si vota e vince la maggioranza». Sfogliando il menù c’è anche una pizza dedicata al quartiere, si chiama “Garibaldi”, appunto. Ha base margherita, prosciutto cotto, carciofi e porcini. “Aristanis” (Oristano in Latino) invece è dedicata ad una vacanza in Sardegna della coppia. Ha base margherita, salsiccia, pecorino sardo (arriva direttamente dall’isola).
Ad aiutare Fabio e Martina ci sono Giada Balleri che condisce le pizze e le porta al forno; Aurora Giunti che fa la cameriera, più due pony pizza e un altro aiuto nel fine settimana.
«La soddisfazione più grossa nel mettersi in proprio è quella di poter mettere in pratica tutto quello che hai imparato secondo la tua testa», continua Fabio Forti. Il locale fino a Befana resterà aperto tutti i giorni. «Dopo siamo chiusi il mercoledì e gli altri giorni siamo aperti dalle 16 fino a chiusura».
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