Il Tirreno

Livorno

Allarme alla Guglia

Il fascismo mise i portieri, ora lo spaccio ha i guardiani

Lucia Aterini
Il fascismo mise i portieri, ora lo spaccio ha i guardiani

La parabola dei caseggiati Casalp in via Bruno a Livorno tra chi sfonda appartamenti, chi ricicla bici rubate, chi vende droga. E quelli fuori dal sistema vivono nella paura

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LIVORNO. Sono le undici di una mattina della settimana prima di quella di Natale. Ma qui, alla Guglia, non si respira odore di festa. Tra i casermoni di epoca fascista ora Casalp (costruiti, si dice, in modo tale da disegnare la scritta "Dux") c’è un’aria strana: i portieri dei condomini che prima della guerra tenevano sotto controllo potenziali antifascisti, ora sono stati sostituiti da "sentinelle" di altra natura, quelle che non vogliono interferenze dall’esterno perché devono proteggere situazioni da cui traggono sostentamento. Probabilmente sono legate a spaccio e a un mercato illegale di alloggi. E tante famiglie che ci vivono raccontano di storie di droga, di liti, di minacce contro chi ha messo in discussione il "sistema".E, purtroppo, girando tra i caseggiati, la sensazione che sia vero è forte.

Siamo in via Giordano Bruno: ogni passo di chi arriva da fuori è tenuto sotto osservazione: si cammina e si vede degrado e sporco. Si alza la testa e ci sono occhi, spesso maschili, che controllano tutto dalle finestre. Si guardano i nomi alla porta d’ingresso e allora gli occhi insistono nel tenere l’estraneo sotto osservazione. Si fa una domanda e pochi hanno voglia di rispondere. «Qui è terra di quelli che spacciano», è la risposta fugace. E soprattutto racconta un signore anziano: «Non metta per carità il mio nome, ho paura e mi hanno già detto che mi avrebbero tagliato la gola se non la smettevo di andare a denunciare quello che vedevo». Di giorno ma anche di notte: «La sera diventa ancora più pericoloso - dicono altri - da alcuni appartamenti si sentono urla e litigi». E non è molto che qui c’è stata anche una sparatoria. Poi si nomina anche la parola "prostituzione" perché sempre di notte ci sono continui arrivi e partenze. E infine le cantine sono "popolate" da decine di pezzi di biciclette come se ci fosse un mercato del rubato che viene poi modificato e riciclato.

Il resto, tra questi palazzoni di evidente architettura fascista, che non sono mai stati ristrutturati (almeno all’esterno), è degrado. A una decina circa ammontano gli appartamenti "sfondati" con continui cambi di "inquilini". Con vetri delle finestre rotte, porte e pareti imbrattate di scritte. E sudicio assortito ovunque, dai sacchi di rifiuti gettati negli angoli verdi ai vecchi motorini e macchine non più marcianti. Con scantinati completamente riempiti di sacchi di immondizia. E le bombole del gas (piene o vuote) lasciate sui marciapiedi. Che danno anche timore perché proprio qui più di 15 anni fa un palazzo fu sventrato proprio per una bombola difettosa. Nei cortili e sulla strada , in più punti, di via Giordano Bruno e delle strade limitrofe ci sono cumuli di vecchi arredi, divani e mobili smontati a testimonianza del fatto che gli inquilini cambiano continuamente e ci sono frequenti traslochi.E a niente valgono gli avvisi messi a tutti gli ingressi dei condomini con cui Aamps avverte che esiste un ritiro gratuito di "materiali ingombranti".

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di Redazione web