Gioco
Irruzione negli spogliatoi per picchiare due giocatori di basket di 16 anni
Livorno: l'aggressione dopo il derby di basket under 18 tra Don Bosco e Pielle. I responsabili sono scappati in motorino prima dell’arrivo di polizia ed Esercito
LIVORNO. Hanno fatto irruzione negli spogliatoi del palazzetto picchiando due giocatori del Don Bosco. Sono dovute intervenire una camionetta dell’Esercito e tre volanti della polizia di Stato al termine del derby giovanile di basket fra Don Bosco e Pielle (Under 18 Gold) disputato lunedì 16 dicembre al PalaMacchia e finito 80 a 60 per gli ospiti. Una partita tranquilla, che per altro ha sancito il passaggio del girone per i vincitori del match, con un brutto epilogo ben dopo il tempo regolamentare: l’aggressione nello spogliatoio a due ragazzini di 16 anni della Pielle, picchiati da alcuni coetanei che si erano intrufolati nell’impianto approfittando della porta rimasta aperta. Uno di loro è finito a terra, l’altro ha riportato una ferita a uno zigomo.
All’origine della violenza non vi sarebbero dissapori fra tifoserie, né fra i fan della Pielle e i giocatori del Don Bosco. Un diverbio che sembrerebbe estraneo al mondo del basket. È questa la pista che segue la Digos, che indaga sull’accaduto dopo l’intervento dei tre equipaggi della Squadra volante dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della polizia di Stato, guidato dal commissario capo Claudio Cappelli, che hanno parlato con le vittime dell’aggressione, con i genitori, l’arbitro e anche con i dirigenti delle squadre. L’arrivo di Folgore e agenti è avvenuto a lite ormai conclusa, verso le 23, con «i ragazzini che erano da poco scappati in motorino», raccontano alcuni testimoni.
Sarebbero tutti minorenni – sui 16 anni circa – i protagonisti delle botte. Avvenute prima fuori, poi dentro lo spogliatoio del Don Bosco, che giocava in casa. «Fino a fine partita non ci sono stati assolutamente problemi – racconta l’allenatore della Pielle, Andrea Da Prato – e le squadre hanno vissuto il derby benissimo, con la giusta tensione e sportività. Insomma si è svolto tutto tranquillamente, poi quando sono arrivato fuori dagli spogliatoi ho notato che c’era uno strano clima di tensione e ho rinchiuso tutti i miei giocatori dentro. Non abbiamo visto niente». Dall’interno della stanza, però, Da Prato e i suoi ragazzi hanno sentito urla e botte. Si stava consumando l’aggressione. «Conosco tutti i tifosi della Pielle – continua il coach – e questi non lo erano. Parliamo di ragazzini di 15-16 anni che fanno confusioni in Venezia e fuori dalle discoteche: i colpevoli non hanno niente a che fare col mondo del basket. Io mi sono preoccupato dell’incolumità dei miei cestisti e sono assolutamente vicino ai dirigenti e ai giocatori del Don Bosco, perché certe cose non possono accadere. Speriamo che si riescano a trovare i colpevoli».
Alcuni ragazzini del Don Bosco avrebbero fatto alcuni nomi alla polizia. Tre, in particolare. Ora la Digos avrà il compito di rintracciarli e ascoltarli. «Parlerò anche io con i miei giocatori per capire se conoscessero qualcuno – conclude Da Prato – perché durante la partita problemi non ce ne sono stati. C’erano 35-40 compagni di scuola dei miei ragazzi e altrettanti di quelli del Don Bosco che urlavano cori e sfottò. Non avrei mai immaginato che potesse finire in questo modo». «Io sono andato via a sette minuti dalla fine e non era successo ancora niente», aggiunge il direttore sportivo della Pielle, Paolo Capitani. «Confermo, c’è stato questo momento di trambusto – conclude un suo collega dirigente, Aldo Savi – e per fortuna i nostri giocatori se la sono cavata solo con qualche graffio (non hanno richiesto l’intervento delle ambulanze ndr) e non ci sono complicanze. Pensare che io ero andato via qualche minuto prima proprio perché pensavo che, dopo una partita così pacifica, non potesse succedere alcun disordine».
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