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Chiccaia da vuotare, protesta degli “abusivi”

Gianni Tacchi
Chiccaia da vuotare, protesta degli “abusivi”

Il sindaco annuncia l’imminente inizio lavori. «Assisteremo tutti ma chi occupa non potrà tornare qui»

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Lo sottolinea subito, il sindaco Luca Salvetti, mentre inaugura il nuovo Centro civico e parla dei problemi e dei progetti che riguardano Shangai. «La Chiccaia è sempre stato un punto di riferimento del quartiere - le sue parole - ma entro la fine di gennaio, come comunicato ai residenti già ad agosto, dovrà essere vuota per cominciare l’opera di recupero: c’è un finanziamento da 7 milioni di euro che non voglio assolutamente perdere, il blocco andrà giù e saranno ricostruiti appartamenti a disposizione delle graduatorie Erp».

Graduatorie a cui non può accedere, per cinque anni come prevede la normativa, chi sta occupando abusivamente alloggi di edilizia residenziale pubblica, proprio come quelli del blocco della Chiccaia. È il caso per esempio di Adam Ben Nasr, di Veronica Cordano e di Corrado Iacono, ieri mattina in via Fratelli Bandiera per un confronto col sindaco e con l’assessore al sociale Andrea Raspanti.

«Ad agosto avevamo chiesto agli occupanti della Chiccaia di trovare soluzioni diverse per il nuovo anno e per il futuro - dice Salvetti - qualcuno l’ha fatto, altri non avrebbero alternative. Noi daremo assistenza alle famiglie (meno di venti, ndr) per due mesi, se necessario anche di più: abbiamo già proposto l’albergo o la coabitazione valutando caso per caso, di sicuro non lasceremo nessuno per strada».

Ben Nasr, Cordano e Iacono chiedono soluzioni per il futuro («dove andremo dopo i due mesi in albergo?»), annunciano di essere «pronti a bloccare la demolizione della Chiccaia con ogni mezzo possibile» e dicono che «alla fine l’unica soluzione per avere un tetto sarà occupare un altro alloggio».

«In realtà il nostro obiettivo sarebbe quello di tornare nella legalità - aggiunge Ben Nasr - ma così siamo costretti a restare nell’illegalità: ci stanno prendendo in giro, lasciando la Chiccaia perdiamo anche tutti i mobili».

«Ci muoveremo facendo il massimo nei limiti che la normativa ci impone - commenta Raspanti - in quei due mesi daremo sostegno, assistenza e orientamento a chi deve trovare una soluzione in autonomia per il futuro: faremo di tutto, su questo non c’è alcun dubbio. Sia chiaro però che si tratta di un caso diverso rispetto al Picchetto: qui sono stati occupati alloggi Erp, la legge è chiara e non possiamo creare un precedente». —

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