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Il leader Cgil Battistini ricordato in porto a 25 anni dalla scomparsa
Il terminal crociere a lui dedicato ha ospitato a Livorno la cerimonia per ricordare il 25° anniversario della morte del sindacalista Antonio Battistini
LIVORNO. Non è finita nel nulla l’eredità sindacale, politica e morale di Antonio Battistini, il leader Cgil ricordato - a 25 anni dalla prematura scomparsa - da amici e parenti nel terminal crociere che ne porta il nome. A raccogliere l’invito della famiglia (la moglie Camilla Scutti, le figlie Francesca, Barbara e Eleonora) sono stati tanti dei protagonisti di quella stagione: c’erano, solo per fare qualche nome, l’ex sindaco Alessandro Cosimi con il suo vice Bruno Picchi e l’ex assessore Giovanni De Peppo, gli ex presidenti dell’Authority Nereo Marcucci e Roberto Piccini, l’allora parlamentare Annamaria Biricotti “madre” della riforma della portualità, figure provenienti dall’universo della Compagnia portuali come Marco Dalli e Alfredo Fontana, l’avvocato Paolo Bassano, esponenti del mondo sindacale come Antonio Cerqua, Simonetta Bagnoli e Alberto Viti oppure di quello delle imprese marittimo-portuali come Enio Lorenzini, Giovanni Spadoni e Angelo Roma ma anche tanti amici e lavoratori che ne avevano apprezzato sia l’impegno nelle lotte sia l’aspetto umano.
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All’interno della grande struttura che accoglie i turisti delle love boat quando scendono a terra, una cerimonia semplice: sullo sfondo azzurro mare in mezzo all’arancione base del terminal un mezzo di fiori portato dalla famiglia. «Volevamo ricordare questi 25 anni, a noi familiari sembrava una data importante – ha detto Camilla Scutti – e all’inizio avevamo pensato di farlo in forma privata, come una cosa nostra. Poi abbiamo deciso di condividerla con chi con Antonio ha condiviso pezzi di vita in nome di una stima personale e dell’onestà intellettuale nel relazionarsi a chi non la pensava come lui». Aggiungendo poi: «Se il porto è arrivato a essere quel che è, lo si deve anche alla sua capacità di vedere lontano. Vedo realizzarsi man mano i progetti di cui mi parlava: erano battaglie per il bene della città e di chi vi lavorava».
Battistini è stato segretario della Filt e esponente di vertice nella Cgil nell’era Marcucci, al punto che si era immaginata anche una ascesa alla guida della confederazione del maggiore sindacato nel nostro territorio: era deciso nelle lotte dalla parte dei lavoratori ma la scelta di campo non faceva velo all’intelligenza di studioso che si era costruito da autodidatta una competenza tale da fargli vedere il futuro e provare a progettarlo dalla trincea operaia. Le sue riflessioni le ha consegnate al libro edito da Ets, che poco prima di morire aveva scritto in tandem con Dionisia Cazzaniga Francesetti: "Porti e traffici nel mercato globale" apriva già la finestra sulla necessità di uscire dalla monocoltura del container per riuscire a ragionare di logistica mentre si intravedevano le prime avvisaglie di quel che avrebbe potuto portare l’automazione sulle banchine.
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