Sicurezza
Centocinquanta studenti per dire no a ogni droga
il convegno
Gli esperti hanno spiegato loro tutti i rischi e i pericoli derivanti dall’uso della droga. Sia leggera che pesante, «una dipendenza che oggi può portare anche alla morte», è stato illustrato. E – davanti a una numerosa platea, fatta di circa 150 studenti delle scuole medie e superiori livornesi e arricchita da tutte le autorità della città – ha preso la parola anche il questore, Lorenzo Suraci, parlando con i ragazzi. È stato un successo il convegno organizzato dalla questura in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale, l’università di Ferrara e l’Imt Alti Studi di Lucca dal titolo “La vita non è... stupefacente”, tenutosi giovedì scorso nell’auditorium della chiesa della Madonna. Un’iniziativa fortemente voluta dal questore, proprio per dialogare direttamente con gli alunni delle scuole della città, accorsi numerosi con i loro insegnanti.
Il convegno si è svolto a partire dalle 9.30 e ha visto, oltre alla presenza del questore e del prefetto Gianfranco Tomao, la partecipazione del professor Matteo Marti, responsabile del laboratorio di tossicologia forense dell’università di Ferrara e del docente Emiliano Ricciardi dell’Imt Alti Studi di Lucca. Ha moderato l’evento il giornalista di Telegranducato, Antonello Riccelli.
L’iniziativa ha visto la partecipazione di oltre 150 studenti delle scuole superiori e medie livornesi, «proponendosi la finalità di promuovere l’univoca direzione delle istituzioni nella lotta contro l’uso delle nuove droghe sintetiche in uso proprio tra i giovani», spiega in una nota la polizia di Stato labronica. —
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