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Livorno

Casalp alle prese con abusivi e morosi: "Chi ha bisogno davvero e chi fa il furbo..."

Simone Fulciniti
Casalp alle prese con abusivi e morosi: "Chi ha bisogno davvero e chi fa il furbo..."

L’assessore Raspanti e il suo predecessore Apolloni a confronto su come provare a risolvere il rebus durante l’iniziativa del meet up m5s

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LIVORNO.  Un confronto sui delicati temi delle case popolari alla Bottega del Caffè, in Venezia. Il dibattito – organizzato dal meet up del Movimento 5 Stelle nel quadro degli appuntamenti dell’Agorà – ha avuto come protagonisti l’ex assessore al sociale Leonardo Apolloni, e l’attuale assessore Andrea Raspanti, moderati dal capocronista del Tirreno, Alessandro Guarducci. Tre gli argomenti fondamentali: l’abusivismo, la morosità, e l’abbassamento dell’Isee per mantenere l’assegnazione.

Problema abusivismo

È una piaga difficile da estirpare, sulla quale gli amministratori hanno posizioni comuni. «Il problema – spiega Apolloni – è quello di non essere riusciti negli anni ad applicare le leggi vigenti. E questo succede anche ora. Quel che oggi è una difficoltà, in passato fu una mancanza di volontà di andare a indagare le possibilità effettive per riuscire a rimettere in sesto la situazione. Il sistema fu lasciato andare. Mi sono trovato in situazioni in cui, quando andavi a fare una decadenza per morosità, venivi guardato quasi con sorpresa».

Raspanti si dice d’accordo con il predecessore: «Non c’è nulla da inventare, l’applicazione della normativa è più che sufficiente. L’assenza di certezza del diritto ha creato nel tempo un contesto di comodità: specie non prendendo troppo sul serio le segnalazioni. Il problema del personale è evidente, specie nella polizia municipale: e questo comporta serie problematiche nelle esecuzioni di sfratto. Occorre uno strumento sensibile, che permetta di andare a riconoscere, quando ci sono casi di oggettiva fragilità, mancanza di strumenti (anche culturali), di orientamento all’interno del tessuto dei servizi del territorio, presenze di vulnerabilità oggettiva, quadri sanitari estremamente complicati. E invece quando le cose stanno in maniera differente».

I guai della morosità

C’è la morosità incolpevole, di chi non arriva a fine mese o si trova in una situazione difficile. E c’è quella colpevole: chi guadagna e non paga. «Quando mi sono insediato – prosegue Apolloni –ho subito notato l’elenco dei morosi, oltre i sei mesi. E ho capito, che nonostante le mie buone intenzioni, intervenire non sarebbe stato affatto facile. Ho optato per cominciare con poco, prendere qualcuno, visto che fare un’operazione massiva era da escludersi. E ci siamo mossi, intercettando coloro che avevano debiti per 30, ma anche 40mila euro. Il protocollo contro la morosità massiva colpevole era nel nostro programma: avremmo cominciato partendo dai soggetti in grado pagare. Partire da chi ha un reddito più alto, a mio giudizio è un passaggio sbagliato. I primi 50, sui quali la nuova amministrazione interverrà, a mio giudizio andavano pescati nel mucchio. Sono 388, non doveva esserci una classifica».

«Noi – replica Raspanti – abbiamo mantenuto solo in parte il protocollo dell’amministrazione precedente e Casalp, i cui parametri prevedevano l’intervento iniziale verso coloro che hanno redditi deboli. Gli stessi tecnici del Comune ci hanno chiesto di valutare opzioni di tipo diverso. I correttivi hanno di fatto cambiato l’ordine, ma non il senso dell’operazione. Questo tipo di provvedimento non deve avere come obiettivo buttare fuori di casa le persone bensì ottenere la regolarizzazione delle varie posizioni. L’andare fuori di casa è la conseguenza nell’ostinazione di un comportamento sbagliato. Si è preferito partire da chi, a parità di comportamento sbagliato, aveva una sproporzione tra quanto gli veniva richiesto e il canone che poteva pagare: colpendo per prime queste posizioni, più facilmente potremmo ottenere il ravvedimento delle altre».

ISEE PIù BASSA

L’articolo 38 della legge regionale prevede la possibilità di abbassare la soglia Isee per restare assegnatari delle case popolari da 36 a 27 mila: èpiù difficile mantenere il requisito. «In Emilia Romagna – evidenzia Apolloni – non hanno fatto storie: da 35mila sono calati a 24mila a livello regionale. E sono nostri vicini. Credo che l’argomento meriti una discussione seria e attenta». Raspanti fa parlare i numeri. «Questo è un primo riepilogo, con 6.693 Isee richiesti su un totale di 7.895 nella provincia di Livorno: 48 nuclei hanno superato la massima soglia e vanno direttamente in decadenza. Nella fascia coinvolta nell’abbassamento i nuclei sono 130. Considerando che 390 nuclei sono in emergenza abitativa, si tratta di numeri assai interessanti». Un argomento che ha trovato anche forme di opposizione nel dibattito alla Bottega del Caffé, come nel caso dell’Unione Inquilini. La discussione resta aperta. —
 

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