Gioco
Porti, interporti e aeroporti: all’attacco per avere la “zona economica speciale”
Livorno e Piombino il cuore di oltre 4mila ettari di territorio regionale su cui concentrare agevolazioni acchiappa-imprese
LIVORNO. La Toscana prova a scendere in campo con la richiesta di istituzione di una “zona logistica semplificata” imperniata attorno al porto di Livorno – connesso agli “euro-corridoi” Ten-T - come calamita di nuove attività economiche per far ripartire il motore dell’economia. Inutile dire che c’è da fare una scelta di cosa includere nell’area “agevolata” (nel caso toscano la normativa dice che non si può andare oltre 4.358 ettari), ma stavolta con una novità rispetto al modello standard: anziché limitarsi a ritagliare uno spicchio di territorio e lasciare in ombra tutto il resto, si punta semmai a dare più sprint ai territori legati a una serie di infrastrutture che per il cuore del sistema produttivo di tutta la regione rappresentano la porta per l’export verso il mondo. Quali? I porti (oltre a Livorno, c’è il sistema Piombino-Portoferraio e di Massa Carrara), gli interporti di Guasticce e di Prato, gli aeroporti di Pisa e Firenze.
L’obiettivo è chiaro: offrire agli investitori un motivo in più per girare lo sguardo sui nostri territori. In virtù di cosa? Di un mix di incentivi che potrebbero riassumersi così: semplificazione (per tutto ciò che richiede autorizzazioni e soprattutto per le pratiche doganali); taglio dei costi (meno tasse, principalmente tramite credito d’imposta); un pacchetto di finanziamenti extra (da definire come impacchettare).
Per adesso è una proposta tecnica – sulla quale sembrano convergere tutte le forze politiche – messa a punto dalla Regione Toscana, che ha scelto ieri pomeriggio Livorno per presentare il dossier ai rappresentanti delle realtà coinvolte: per gli esponenti delle istituzioni di Livorno, Collesalvetti, Piombino, Pisa, Prato e Massa Carrara, oltre che per associazioni di categoria e sindacali, appuntamento nell’aula consiliare di Palazzo Civico per ascoltare l’assessore alle attività produttive Stefano Ciuoffo in tandem con il dirigente Albino Caporali. A far gli onori di casa gli assessori comunali Barbara Bonciani (porto) e Gianfranco Simoncini (sviluppo economico). Con attenzione e un atteggiamento complessivamente favorevole, anche se Laura Simoncini (Confartigianato), Gianni Picchi (Confcommercio) e Claudio Guggiari (Cgil) hanno sottolineato che il documento era arrivato solo il giorno prima e dunque era difficile esprimere una posizione articolata.
Il dossier si articola in oltre 120 pagine e, dopo il confronto aperto dalla Regione, sarà la proposta formale sul tavolo del ministero. Peraltro, sono ormai mesi che il governatore Enrico Rossi così come il sindaco livornese Luca Salvetti battono questo tasto. Anche perché dopo un estenuante tam tam di chiacchiere, in realtà, qualcosa si è mosso davvero creando effettivi vantaggi competitivi: a Trieste si è concretizzata una zona franca, al Sud ne sono nate un paio in Campania e in Puglia. Anche a Genova è stata messa in pista dopo il crollo del ponte Morandi. E un po’ ovunque nei vari porti ci si sta mettendo in marcia in questa direzione. Ma – dice Caporali – o siamo agli albori o talvolta c’è tutt’al più un pacchetto di nomine.
Di “zone economiche speciali” ne sono nate a centinaia ovunque nel mondo, qui da noi solo al Sud. E il Sud non ci sta a vederle moltiplicare al Centro Nord: ecco perché si è dribblato finora il problema inventando l’escamotage delle “zone logistiche semplificate” (“Zls”) che offrono vantaggi in termini di semplificazione sì ma non di risorse extra.
«Il nostro territorio – dice Gloria Dari (Camera di Commercio) – ha bisogno della “Zes”». Tradotto: la “Zls” va come come primo passo. Anche Gabriele Martelli (Confindustria) sembra su questa lunghezza d’onda. Possiamo puntare sul fatto che siamo “area di crisi complessa”. «L’unico caso di provincia in cui ce ne sono due», rincara Simoncini. È questo un tasto sul quale batte anche Sabrina Nigro, assessore a Piombino (chiedendo anche che «i tempi non siano lunghissimo»). Resta il rischio di concorrenza interna con chi, come Massa Carrara, è area di crisi “semplice” ma rivendica una situazione «ancor più grave di Livorno»: parole della delegazione apuana all’incontro. —
Mauro Zucchelli
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