Gioco
Perché parlare delle ragazze nel video di Bello Figo?
Riceviamo questo comunicato riferito ai servizi di ieri, sul video realizzato da Bello Figo all’Università di Pisa.
«Il giornalista neanche sa la derivazione del nome trap, che nulla ha a che fare col rap, ma quello che ci chiediamo, è come abbia fatto il direttore de Il Tirreno ad autorizzare un articolo del genere, a dargli quel titolo, e a pensare di speculare sulle vendite di copie di giornale con quel titolo della civetta. Parliamo di un videoclip musicale di Bello Figo che trovate normalmente su Youtube. Quale importanza c'era di associare i nomi delle ragazze a un titolo e a un articolo di quel genere?
Un quotidiano non dovrebbe solleticare fantasie per poi andare a fare la morale quando si inaugurano le panchine rosse, o ci sono suicidi di ragazze ricattate per una foto mandata ingenuamente a una persona sbagliata.
Avreste fatto lo stesso articolo se a girare il video fosse stata una cantante donna con cinque ragazzi livornesi? Avreste usato le stesse parole? È divertente associare delle foto a un articolo con un taglio del genere?
Con quale faccia un giornale che cerca di fare campagne antiviolenza, di ripudiare il sessismo, di parlare dei flash mob di “Non una di Meno”, delle ragazze cilene, e poi per quattro copie in più si diverte a mettere all'indice cinque ragazze parlando di video ai limiti del sessismo e mettendo i nomi e i cognomi nell'articolo?
Quello che stupisce comunque, è la grande preoccupazione: "Resta dunque un mistero il perché abbiano scelto di ambientare il video a Pisa e nella sua Università". Che forse è il vero motivo per cui è stato fatto questo articolo: l’arrabbiatura dell'Università di Pisa, e del Dipartimento di Economia e Management».
Potere al Popolo
Il testo di questa lettera era corredato dalla foto dell’autore dell’articolo contestato, che abbiamo deciso di non pubblicare. La lettera pone, tra gli altri, un interrogativo preciso e legittimo: “Avreste fatto lo stesso articolo se a girare il video fosse stata una cantante donna con 5 ragazzi livornesi? Avreste usato le stesse parole?”.
In tutta sincerità, e nel rispetto di ogni veduta diversa, la risposta è: sì. In uno scenario “a generi diversi” avremmo fatto lo stesso articolo se una cantante avesse girato un video analogo con dei ragazzi. Con lo stesso risalto e con identica impostazione.
Riguardo alla sede del video, a prescindere dall’arrabbiatura dell’Università, riteniamo che non sia stato corretto ambientare le riprese lì dentro.
Comunque grazie per questa opinione; e anche per le critiche, che in ogni caso ci hanno fatto riflettere.
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