Italia
Un “vortice” sardo-amaranto amato da giocatori e da artisti
La passione di Fabrizio Marongiu che da quasi 50 anni porta avanti la pizzeria in piazza della Vittoria
LIVORNO. L’essenza del luogo sta in un quadro attaccato accanto al cuore pulsante della “Pizzeria sarda”, il forno. È un’opera particolare dedicata al proprietario del locale, Fabrizio Marongiu. E spiega che cosa si può trovare tra queste mura, in piazza della Vittoria. Si vede una figura (Fabrizio) e tutt’ intorno a lui tante pizze che ruotano. Chi è Fabrizio? “Ver vortice lì dietro”, si legge in una scritta accanto al disegno. Zeb, l’autore del quadro, scomparso 11 anni fa, aveva descritto così il proprietario in un dono (il quadro) che gli aveva regalato poco prima di sparire lasciando la sua auto al ponte di Calignaia.
Ecco sì, Fabrizio e la sua “Pizzeria Sarda”, nel quartiere Magenta, sono un vortice: da quando ha rilevato il locale dalla sua famiglia , ha ampliato le sale, ha aperto uno spazio per mangiare all’aperto, nella piazza. E ora offre anche cene con specialità all’insegna della sua origine, quella sarda. Con due punte di diamante, maialino e seadas (dolce tipico con formaggio fuso e miele).
Ma torniamo indietro, esattamente al 1971. «Ha iniziato mio padre Raffaele che prima aveva fatto il cuoco in vari ristoranti d’Italia fino a quando decise di aprire il suo locale, qui in piazza della Vittoria - racconta Fabrizio - quando mio padre si è ritirato, nel 1995, i miei fratelli hanno preso altre strade e io, che avevo lavorato come pizzaiolo in vari posti, ho preso il locale insieme a mia moglie Elisabetta».
Un lavoro ma anche una vita che lo ha sempre entusiasmato perché «mio padre - spiega - mi ha tramandato questi valori». E Fabrizio adora il rapporto con le persone «di tutte le età e di tutti i tipi», dalle famiglie ai giocatori ed ex giocatori del Livorno, la squadra della sua città perché anche se la sua famiglia è di origine sarda , lui (pur orgoglioso di queste radici) si sente livornese. Tracce di questo grande amore amaranto si trovano alle pareti del locale dove ha attaccato tante foto dei campioni, da Lucarelli a Protti, tutte rigorosamente autografate. Tra l’altro uno dei ricordi che porta nel cuore è quello di una serata, 13 anni fa, quando tutta la squadra, dopo la partita contro il Milan, era a cena da lui. David Balleri entrò con la maglietta con cui aveva giocato (e vinto) e gliela regalò.
Ora il “vortice” sardo-amaranto ha quasi dismesso la pala e l’ha lasciata a Elisabetta e a un ragazzo che lavora con loro, Simone Mecocci, al quale ha insegnato mestiere, arte e segreti . A Fabrizio rimane il lavoro in sala. «Il nostro punto forte è la pizza cotta nel forno a legna - racconta ancora - le pizze si lavorano sul mattone e per questo sono più digeribili». L’offerta, comunque, non è solo pizza. Ci sono anche le torte di ceci, insalatone e primi di mare. Finendo in dolcezza: oltre le seadas ci sono anche una ventina di dolci fatti in casa. Dopo l’orgoglio per i prodotti offerti, c’è infine quello di contribuire come commerciante a valorizzare la piazza, soprattutto d’estate quando la “Pizzeria sarda” si allarga dietro la chiesa di S. Maria del Soccorso. —
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