Il Tirreno

Livorno

terra di degrado  

Scolmatore con costellazione di discariche

Lucia Aterini
Scolmatore con costellazione di discariche

Tra Mortaiolo e Stagno ci sono cumuli di rifiuti abbandonati per 10 chilometri lungo la strada bianca. E non manca l’amianto 

2 MINUTI DI LETTURA







. Inorridito. Si, sicuramente avrebbe avuto questa reazione Leonardo da Vinci vedendo le condizioni in cui si trova ora quella terra in cui, all’inizio del 1500, aveva progettato di deviare l’Arno con un canale per privare Pisa dell’acqua. L’uomo e il genio del Rinascimento si sarebbe difficilmente immaginato che più di 500 anni dopo tante “mani” vandale e inconsapevoli avrebbero ridotto la zona lungo lo scolmatore in una grande discarica a cielo aperto. Una zona che invece avrebbe bisogno di essere protetta perché si trova accanto a una riserva naturale e vicino al mare.

Una “terra di rifiuti” in cui ora si trovano almeno una ventina di luoghi in cui sono stati scaricati illegalmente tetti di eternit, detriti edilizi di ogni tipo, pneumatici, vecchi mobili, imbarcazioni semi distrutte. E poi ci sono anche enormi sacchi bianchi di origine sconosciuta che potrebbero contenere anche rifiuti tossici.

Il tratto in questione è lungo circa dieci chilometri, tra Mortaiolo e Stagno, nel territorio di Collesalvetti e, in direzione mare, dalla parte destra dello scolmatore. Tra quest’ultimo e il canale Fossa nuova.

Un territorio che ha potenzialità dal punto di vista ambientale ma che invece viene contaminato da queste discariche (soprattutto ora grazie al rilascio di inquinanti che avviene con l’acqua). Un malcostume che non è recente, viene dal passato. Chi frequenta quelle zone racconta che ci sono cumuli storici. E, comunque, le discariche continuano a spuntare. La maggiore concentrazione si trova nelle vicinanze di Stagno.L’aspetto strano della questione è che questo degrado è limitato solo al tratto vicino a Stagno: da Pontedera, dove parte lo scolmatore, a Mortaiolo il panorama è opposto. Non ci sono cumuli di immondizia, ma una bella strada bianca che viene utilizzata per passeggiate in bici o a piedi. Probabilmente pulizia e decoro, per un tratto che misura circa quindici chilometri, sono da imputare al fatto che ci sono state messe sbarre che impediscono l’accesso a auto e camion. E quindi è impossibile scaricare di tutto di più.

Da notare anche che questa costellazione di discariche, per almeno una parte della tipologia di scarichi, non ha un senso in quanto sia a Stagno che a Collesalvetti ci sono centri di raccolta Aamps. E di conseguenza non ci sarebbe necessità di scaricare illegalmente lungo lo scolmatore. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Prato, il questore chiude una discoteca per 30 giorni dopo una lite (con ferito)

di Redazione Prato