Il Tirreno

Livorno

Prendiamo esempio dal centro Pompidou a Parigi

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«Il fatto che, tra noi addetti ai lavori, quasi non si parli d’altro da un paio di settimane a questa parte la dice già lunga» spiega Annalisa Coli, responsabile area sindacale di Confesercenti Livorno «al destino delle aree commerciali site a piano terra e al primo piano del Palazzo Grande – dove peraltro noi stessi abbiamo la sede e quindi conosciamo bene – è legato il futuro stesso del commercio in centro città».

«Da quando, dopo il brutto risveglio di una mattina con lo storico bar Dolly chiuso, anche l’annuncio che il McDonald si avrebbe trasferito ha cominciato a far temere che l’ombra lunga di abbandono e degrado (che pure purtroppo già in parte da tempo condizionavano negativamente l’immagine della galleria di Palazzo Grande) si sarebbe impossessata di uno dei luoghi più caratteristici (che piaccia o no) del centro città – continua Coli – noi come Associazione abbiamo cominciato a riflettere, insieme ai nostri imprenditori, su cosa davvero avrebbe potuto risollevare non solo gli ampi spazi di Palazzo Grande ma, conseguentemente, tutto il centro di Livorno. E la mente corre a cercare esempi di rilievo in giro per il mondo o per la più vicina Toscana».

«Il centro ha già i suoi luoghi storici dove la commercializzazione delle eccellenze delle produzioni enogastronomiche trova da sempre il proprio spazio» dicono in coro Alessandro Bacci e David Franceschi rispettivamente presidenti dei Consorzi che rappresentano le Botteghe ed il Mercato di Piazza delle Erbe «e se un luogo dev’essere ulteriormente potenziato in tal senso è senza dubbio il Mercato Centrale, che con la sua architettura richiama alle potenzialità già espresse dal Mercato di San Lorenzo a Firenze».

«Quello che invece manca al centro è un forte polo attrattivo, capace di richiamare dalla periferia e, soprattutto, dai grandi centri commerciali residenti e non, un luogo capace di dare servizi ma anche di aggregare» prova a proporre Simone Toschi del Consorzio del Mercato del Buontalenti «così che grandi e giovani tornino a sentire la voglia di frequentare il centro città e non di abbandonarlo per luoghi asettici e privi di socialità».

«Pensiamo a luoghi di aggregazione per giovanissimi, come una biblioteca multimediale aperta fino a mezzanotte, con salette per videoconferenze o corsi on line o addirittura una ludoteca dove i bambini potrebbero fare laboratori, giochi, inglese e con anche un servizio di accoglienza e babysitter: un luogo adatto a loro ed alle loro esigenze di crescita mentre genitori potrebbero dedicarsi alla spesa o allo shopping», immagina Maristella Calgaro presidente Confesercenti «se si guarda dall’alto Parigi il centro Pompidou forse fa, con le debite proporzioni, lo stesso effetto del nostro nobile interrompimento, una sorta di corpo estraneo dentro cui però c’è vita e arte e servizi per tutti i giorni dell’anno per i tre quarti delle ore di ogni giorno: ecco, io Palazzo Grande lo vorrei vedere così, un vero volano per tutto il centro città».



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