Gioco
Livorno, ancora una batosta: giù anche contro lo Spezia
Ai padroni di casa basta un gol per tempo e il Livorno si squaglia: ultimo in classifica, la salvezza rischia di diventare un miraggio
LA SPEZIA. Agli bianconeri spezzini basta un gol per tempo per aver ragione di un Livorno senza unghie né idee, e soprattutto senza neanche la voglia di provare a resistere: al 33’ in gol Ragusa; una quarantina minuti più tardi, a metà della ripresa, il bis con Mastinu. Gli amaranto non si schiodano dall’ultimo posto in classifica: a preoccupare non è soltanto il fatto che si esca dal campo ancora una volta senza far punti ma l’assenza di reazioni da parte della squadra, della panchina, della società. E non serve che il Trapani finisca sotto una grandinata di gol contro la capolista Benevento: ultimi eravamo e ultimi restiamo.
Sul campo il numero uno Plizzari ha provato a salvare la baracca con qualche intervento degno di nota e Marras è l’unico a meritare la sufficienza per quanto si è dannato l’anima. Per il resto, poco da fare e da dire. Anche perché lo Spezia non ha dimostrato di essere il Real Madrid: gravi lacune anche fra i padroni di casa, solo che almeno avevano “fame” e volevano portare a casa il risultato. Eppure l’organico del Livorno non sarebbe da retrocessione, almeno se si esclude la linea di attacco. Del resto, anche stavolta è stata una fatica titanica riuscire a mettere insieme qualche passaggio per far arrivare la palla là davanti. C'era da aspettarsi dunque che, com'è accaduto, alla fine trecento tifosi abbiano espresso tutta la loro rabbia e la loro delusione contro l'allenatore, contro la squadra e contro la società.
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