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L’ex direttrice dell’Asl punita dalla Corte dei conti

Pietro Barghigiani
L’ex direttrice dell’Asl punita dalla Corte dei conti

Maria Teresa De Lauretiis dovrà risarcire l’azienda pagando quattromila euro Non avrebbe vigilato sulla pubblicazione di alcuni dati sensibili di pazienti malati

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Bastava cliccare sull’allegato e un elenco di persone affette da particolari patologie veniva squadernato sullo schermo. Nomi e cognomi con i contributi a cui avevano diritto. Soldi erogati a integrazione dei costi per curare le rispettive malattie. Una macroscopica svista nella pubblicazione della delibera che per l’Asl si era tradotta in una multa di 16mila euro del Garante della privacy. Quella somma la procura della Corte dei conti l’ha chiesta all’ex commissaria e poi direttrice generale in pensione Maria Teresa Lauretiis, 63 anni, di Livorno.

Alla fine il conto è di 4mila euro che l’ex manager dovrà versare all’Asl di cui è stata direttrice fino a qualche mese fa. Il procedimento era partito per una responsabilità oggettiva della manager a cui veniva contestato di aver lasciato trasmettere senza filtri «dati sensibili alla società Insiel Mercato Spa di Trieste, quale soggetto esterno di cui l’azienda si avvaleva al fine di gestire il protocollo informatizzato degli atti aziendali, senza che la stessa società fosse nominata “responsabile” del trattamento dei dati personali». In pratica senza quell’accortezza era stato reso accessibile, attraverso il sito web dell’azienda, «il testo del provvedimento di erogazione di contributi economici a favore di soggetti affetti da particolari patologie, senza oscurare i riferimenti utili ai fini del riconoscimento dei singoli interessati» si legge nella sentenza.

I giudici riconoscono, come parziale attenuante, da una parte il periodo limitato in cui era stato possibile accedere ai dati e dall’altro che all’epoca «l’azienda stesse vivendo un periodo di riorganizzazione su vastissima scala, col coinvolgimento per la sola Area mord ovest al cui vertice la dottoressa De Lauretiis era preposta, di 13.000 dipendenti, 13 stabilimenti, 12 zone di distretto e una popolazione di circa un milione e 200 mila». Di qui la riduzione della somma a 4mila euro. L’altro fronte riguarda la gestione dei documenti. E sul punto la Corte esonera la manager da ogni responsabilità.

«Nessuna condotta foriera di danno sembra potersi contestare alla De Lauretiis dal momento che appare chiaro come l’evento sia materiale e riconducibile all’attività dei singoli operatori – spiegano – Al fine di valutare la diligenza e la perizia usate dalla nella gestione di un così delicato settore, appare utile enfatizzare la circostanza data dal fatto che, la convenzione conclusa, con una nuova e diversa società (Insiel Mercato), per la fornitura della nuova applicazione di gestione degli atti deliberativi e del modulo “albo pretorio on line”, in data 18 novembre 2015, proprio sotto l’egida del nuovo commissario unico, abbia previsto un nuovo programma di gestione degli atti aziendali che assicura la possibilità di prevedere nativamente una funzionalità tesa a proteggere il dato personale, attraverso un meccanismo automatico di sottrazione dell’informazione sensibile alla pubblicazione». —

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